{"id":3678,"date":"2018-04-12T16:25:28","date_gmt":"2018-04-12T14:25:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/?p=3678"},"modified":"2025-12-09T07:43:54","modified_gmt":"2025-12-09T06:43:54","slug":"una-raccolta-di-miti-e-leggende-del-cammino-di-santiago","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/?p=3678","title":{"rendered":"UNA RACCOLTA DI MITI E LEGGENDE DEL CAMMINO DI SANTIAGO"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/LEGGENDE-DEL-CAMMINO-con-immagini-1.pdf\">LEGGENDE DEL CAMMINO con immagini&nbsp; &nbsp; <\/a><strong>PDF CON IMMAGINI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"font-size: large;\"><b>MITI E LEGGENDE DEL CAMMINO<\/b><\/span><\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* Raccontano che sui fianchi del monte si riunivano i pastori con le greggi per stare insieme e difendersi dalle bestie feroci. Pero\u2019 una notte videro che sulla cima cadevano tantissime stelle, pi\u00f9 del normale. Allora salirono su per vedere quello che stava succedendo e fu cosi\u2019 che scoprirono una grotta con l\u2019immagine della Madonna. Molto sorpresi, avvisarono la parrocchia e decisero di togliere la statua da li\u2019; pero\u2019 malgrado gli sforzi, non ci riuscivano, come se una forza strana lo impedisse. Allora costruirono un santuario sul posto e decisero di chiamare Estellala citt\u00e0 intorno. NB: la versione francese del miracolo dice che nel 950 il vescovo Gotescalco andava in pellegrinaggio a Compostela con alcuni suoi paesani del Puy en V\u00e9lay con una statua della Vergine del Puy e che la statua rimase a Estella con alcuni pellegrini coloni. Cento anni pi\u00f9 tardi una incursione dei Mori obbligo\u2019 gli abitanti a nascondere la statua in una grotta sul monte, finch\u00e9 poi la ritrovarono i pastori il 25 di maggio del 1085, giorno della battaglia di Toledo. Il re Sancho, sorpreso per la coincidenza, volle trasferire la statua gi\u00f9 in citt\u00e0, ma non fu possibile perch\u00e9 non voleva. Allora fece costruire una ermita nel monte.<\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* Si racconta di una fonte, la Fuente Reniega, verso <i><b>l\u2019Alto del Perdon<\/b><\/i>, dove apparve il diavolo in forma di giovinetto a un pellegrino, arso dalla sete, che stava salendo al passo in piena estate. Il diavolo gli diede la possibilit\u00e0 di rinfrescarsi, se rinnegava Dio, ma il pellegrino rifiuto\u2019. Il diavolo torno\u2019 alla carica, dicendogli di rinunciare alla Madonna in cambio dell\u2019acqua, ma non ci fu verso. L\u2019ultima offerta del diavolo fu di rinnegare l\u2019Ap\u00f3stolo Santiago. Ma anche questa fu respinta e solo rimase al pellegrino la preghiera a Dio per la sua protezione. Subito il giovinetto diavolo scomparve ed al suo posto sgorgo\u2019 una fonte che gli permise di calmare la sua sete.<\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* Secondo quello che racconta questa leggenda, la cosa successe a <i><b>Oba\u00f1os<\/b><\/i>, Navarra. La protagonista \u00e9 una principessa e pellegrina, Felicia de Aquitania, che stava tornando da Compostella e che aveva deciso di rinunciare alla sua vita da nobildonna e di fermarsi ad Amoca\u00edn per dedicarsi ai pi\u00f9 bisognosi. Suo fratello, il duca Guglielmo, che aveva altre intenzioni per lei, la venne a cercare per farle cambiare idea. Lei non volle tornare con lui e Guglielmo la uccise a pugnalate. Preso dai rimorsi, il Duca si reco\u2019 a Roma a confessare il suo peccato. La sua penitenza fu di andare in pellegrinaggio a Santiago. Quando torno\u2019, decise di rinunciare al suo status di nobile e di fermarsi a Oba\u00f1os come penitente nell\u2019ermita della Vergine nel monte Arn\u00f3tegui. Da quel momento, l\u2019ermita si chiama con il suo nome.<\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* Siamo a <i><b>Santo Domingo de la Calzada<\/b><\/i>, La Rioja, nel secolo XIV. Ugonell, giovane tedesco di 18 anni, stava facendo il pellegrinaggio a Compostella con i suoi genitori. Nell\u2019hostal dove pernottavano, lavorava una giovincella che si innamoro\u2019 di lui a prima vista. Pero\u2019 lui la respinse. Indispettita, per fargliela pagare, lei nascose nella bisaccia del giovane una coppa d\u2019argento e lo accuso\u2019 del furto. Al mattino, il giovane Hugonell ed i suoi genitori stavano preparandosi per partire quando arrivarono le guardie e verificarono il furto denunciato, trovando la coppa nascosta. Lo dichiararono colpevole e lo condannarono alla forca. I suoi genitori non poterono fare altro che disporsi a partire per pregare per lui a Santiago. Pero\u2019 quando vennero a dare l\u2019ultimo saluto al corpo senza vita del figlio, questi gli parlo\u2019 e gli disse che era ancora vivo per grazia del Santo. I genitori felici e contenti furono a vedere il magistrato per comunicargli la buona notizia. Questi stava pranzando con piatti a base di pollame e quando senti\u2019 quello che gli raccontavano i due tedeschi, si burlo\u2019 di loro e gli disse : \u201cVostro figlio \u00e9 tanto vivo come questo gallo e questa gallina che stavo per mangiare prima che mi disturbaste\u201d. Pero\u2019 in quel momento\u2026 il gallo canto\u2019 e la gallina si mise a razzolare. NB: questa leggenda \u00e8 simile a quella di <i>Barcelos <\/i>in Portogallo..<\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* Quest\u2019altra leggenda \u00e8 situata a <i><b>Puente la Reina,<\/b><\/i>nel ponte dei pellegrini, edificato per ordine della regina, do\u00f1a Mayor, sposa di Sancho III el Mayor, nella torre in cui era posta una statua della Vergine. Quando si celebrava qualcosa di importante per la citt\u00e0 o per la Navarra, la leggenda racconta che veniva un passero (tchori) a bagnarsi le ali nel r\u00edo e con quelle lavava la Vergine e con il becco la puliva dallo sporco. Questo successe fino al 1834 quando la torre fu abbattuta a cannonate durante le guerre carliste e la statua trasferita in paese nella chiesa di san Pedro.<\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* <i><b>Santiago de Compostela<\/b><\/i>\u00e9 una citt\u00e0 piena di storie pi\u00f9 o meno fantastiche. Una di queste \u00e9 la misteriosa ombra del pellegrino che ogni notte compare nell\u2019angolo della cattedrale nella piazza della Quintana. L\u2019identit\u00e0 di questo fantasma ha due versioni. 1- Secondo la prima, si tratta di un chierico della Cattedrale che, innamoratosi di una delle monache di San Paio de Antealtares, le propose di scappare, travestiti da pellegrini. Lei accetto\u2019, poi pero\u2019 non venne all\u2019appuntamento e da allora lui la sta aspettando ogni notte, vestito da pellegrino. 2- La seconda versione concerne un sinistro personaggio, il nobile francese Leonard du Revenan, che assassino\u2019 suo padre per ereditare. Scoperto, fu inviato a Santiago de Compostela come pena. Durante il viaggio assassino\u2019 altre due persone. Arrivato a Santiago non trovo\u2019 da dormire e cosi\u2019 si dispose a passare la notte contro il muro della Cattedrale. Nel bel mezzo della notte gli apparve il padre che gli perdono\u2019 di averlo ucciso, ma che lo condanno\u2019 all\u2019attesa eterna in questo luogo finch\u00e9 le anime degli altri due, che aveva ucciso, fossero arrivate a Santiago ad offrirgli misericordia.<\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* <b>La concha o vieira<\/b>, come s\u00edmbolo jacobeo, ha la sua leggenda. Si dice che successe vicino a <i><b>Padron, <\/b><\/i>dove arrivo\u2019 la barca che portava i resti dell\u2019apostolo dalla Palestina. Pare che un corteo nuziale vedesse all\u2019orizzonte una barca alla deriva che rischiava il naufragio contro le rocce. Lo sposo senza indugiare si lancio\u2019 a cavallo al soccorso in mare e fini\u2019 per essere lui stesso in pericolo di vita. Disperato, invoco\u2019 il cielo ed allora una strana forza porto\u2019 lui ed il cavallo a riva, proprio mentre la barca con i resti di Santiago apostolo toccava terra. Tutti lo considerarono un miracolo, perch\u00e9 sia il cavallo che il cavaliere erano completamente ricoperti da conchiglie. Da allora \u00e9 il simbolo del pellegrinaggio a Compostela.<\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* L\u2019opera di <\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\"><i><b>Gonzalo de Berceo<\/b><\/i><\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\"> \u201cLos milagros de la Virgen\u201d, cosi\u2019 come altre sue creazioni, ha intenzioni estetiche, ma anche propagandistiche, ed il suo obiettivo \u00e9 di portare fedeli alle chiese, a santuari e reliquiari. Molti di questi luoghi erano tappe obbligate del peregrino nel camino de Santiago. In questo testo, \u201cEl romero de Santiago\u201d, c\u2019\u00e9 un miracolo dedicato al pellegrino jacobeo. Un frate, devoto di Santiago, di nome Giraldo, peccava di lussuria. Gli apparve il demonio travestito da angelo e gli assicuro\u2019 che per espiare le sue colpe e salire al cielo, doveva tagliarsi i testicoli e tagliarsi la gola. Lo fece e mori\u2019, ma Santiago intercesse presso la Vergine e lei lo resuscito\u2019, pero\u2019 senza testicoli perch\u00e9 non cadesse pi\u00f9 in tentazione&#8230;<\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* Racconta la storia che, alla fine del XII o principio del XIII secolo (il miracolo fu attestato nella Bolla di Innocenzo VIII nel 1487), nella frazione di Barxamaior di \u2018o <i><b>Cebreiro<\/b><\/i>viveva Juan Sant\u00edn, un paesano che mai mancava alla messa, anche se il tempo era davvero brutto. E li\u2019, come sappiamo bene, possono esserci tormenta, forti piogge e nevicate imponenti. Un giorno particolarmente duro e con una tremenda tempesta di neve, il monaco di turno stava celebrando l\u2019uffizio in gran solitudine, poich\u00e9 nessuno, neppure i vicini, aveva osato mettere il naso fuori di casa. Ad un tratto, vide che si apriva la porta ed apparve Juan, intirizzito dal freddo e coperto di neve, dopo aver percorso i 3 km che separavano la sua casa dalla chiesa. Il monaco penso\u2019 che non valeva la pena di tanto sacrificio per un pezzo di pane e vino della Comunione, come tutti i giorni. Quando arrivo\u2019 il momento della Consacrazione, mentre pronunciava le parole rituali, il monaco incredulo pot\u00e9 osservare che il pane si trasformava in autentica carne ed il vino in sangue. Cosa che lo porto\u2019 a pentirsi dei suoi cattivi pensieri ed a certificare il miracolo avvenuto, tanto pi\u00f9 che l\u2019immagine della Vergine che stava nell\u2019altare maggiore, al momento del miracolo, chino\u2019 la testa in avanti in segno di approvazione. Questa carne e questo sangue rimasero come reliquie da venerare nella chiesetta fino al 1486, quando i reali di Spagna (Reyes Cat\u00f3licos), affascinati dalla leggenda, chiesero di trasferire le preziose reliquie. Le facero caricare su una mula e cominciarono la discesa, ma alla<i><b>Faba<\/b><\/i>la mula rifiuto\u2019 di proseguire e la lasciarono libera. E l\u2019animale torno\u2019 su al santuario con il suo carico.<\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* Racconta la leggenda, raccolta da <i><b>Jacopo da Voragine (Varazze-<\/b><\/i>Liguria- collettore medievale di miracoli), che un soldato di nome Xulian uccise per errore i suoi genitori e, per espiare il suo peccato, decise con la moglie Adela, di dedicare la sua vita al pellegrinaggio ed a creare un ospitale per aiutare i pellegrini che vanno a Santiago. Per la sua dedizione gli comparve un angelo per annunciargli che era stato perdonato. All\u2019uscita di <i><b>Palas del Rey<\/b><\/i>troviamo la frazione di San Xulian do Cami\u00f1o, dove c\u2019\u00e9 una chiesa rom\u00e1nica del XII secolo, consacrata al suo nome, che gode di grande fervore popolare.<\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* Racconta la storia che vicino alla chiesa di <i><b>Leboreiro<\/b><\/i>esisteva una fonte che si illuminava tutte le notti e che spargeva un soave profumo di fiori durante il giorno. Pensando che li\u2019 c\u2019era qualcosa di soprannaturale, gli abitanti decisero di scavare intorno e trovarono una statua della Vergine, che portarono in chiesa. Pero\u2019 nella notte la statua scomparve e torno\u2019 alla fonte. Tutte le notti si ripeteva la stessa cosa, finch\u00e9 un artista locale ne scolpi\u2019 una uguale nel timpano della chiesa. La fonte rimane nella credenza popolare come il punto in cui la Madonna accoglie i pellegrini.<\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* Se dai un\u2019occhiata al <i><b>Portico della Gloria<\/b><\/i>, a Santiago di Compostela, vedrai che il profeta Daniele lancia sguardi furtivi ed un sorriso sornione alla scultura di una femmina. La leggenda dice che si tratti di Esther o della Regina di Saba e che gli furono ritoccati i seni enormi per ridurne il volume, perch\u00e9 le autorit\u00e0 ecclasiastiche non volevano scandalo tra i pellegrini. Ma si dice anche che le donne dei villaggi vicini cominciarono a dare la forma del seno ai loro formaggi (si chiamano tetillas) in segno di protesta contro il ritocco. Non sappiamo se sia vero, comunque dicono che mai la pietra aveva sorriso cosi\u2019&#8230;ed il formaggio \u00e9 davvero buono!<\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* <b>IL JUBILEO PAGANO<\/b>: nella <i><b>R\u00faa do Vilar<\/b><\/i>a Compostela, nei sottoportici di Casa Varela, c\u2019\u00e9 un capitello con una strana figura di angelo chino a quattro zampe. Guadagnare il Jubileo Pagano consiste nello spegnere una sigaretta o nel mettere un dito, con gli occhi chiusi, dove la schiena diventa luogo profano, nel buco del culo dell\u2019angelo.<\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* Secondo Jos\u00e9 Filgueira Valverde sarebbe uno dei miracoli pi\u00f9 antichi attribuiti all\u2019Ap\u00f3stolo Santiago. Si puo\u2019 leggere nel Cronic\u00f3n Iriense e nella Historia Compostelana (inizi del XII secolo) che situa il fatto nella citt\u00e0 di <i><b>Compostella<\/b><\/i>nella seconda met\u00e0 del X secolo. Vi si dice che l\u2019arcivescovo di Santiago, Ataulfo II, fu falsamente accusato dai suoi rivali, di fronte al re, di peccati nefandi (che normalmente significa relazioni omosessuali o con animali). Il re, che probabilmente era il giovane Alfonso III (o Bermudo II, secondo altri), diede credito alla denuncia e sottomise il prelato al giudizio di Dio, facendolo esporre nella piazza cittadina alla furia del toro bravo, eccitato dalle grida della folla li\u2019 riunita. Il giorno del giudizio, dopo aver detto messa e con tutti i suoi paramenti sacri, Ataulfo scese in piazza e, sicuro della sua innocenza, aspetto\u2019 tranquillamente la carica del toro furibondo. Quando il toro gli arrivo\u2019 vicino, freno\u2019 bruscamente, abbasso\u2019 il testone in segno di rispetto e pose le corna nelle mani dell\u2019arcivescovo, dimostrando cosi\u2019 la sua innocenza. Altri autori situano questo miracolo nella piazza della chiesa di San Salvador, a <i><b>Oviedo<\/b><\/i>, e dicono che San Ataulfo fu accusato di fronte al re di cospirazione e di aver fatto accordi con i Mori per consegnare le terre di Galizia. Raccontano anche che, quando prese le corna del toro, gli rimasero in mano, allora ando\u2019 in chiesa e le depose sull\u2019altare maggiore, in segno di riconoscenza. Si dice che rimasero esposte per molti anni nella cappella maggiore, finch\u00e9 un vescovo ordino\u2019 di ritirarle nel secolo XIX. Questa storia \u00e9 descritta anche a <i><b>Pamplona<\/b><\/i>in cattedrale. <b>Nasce forse da li\u2019 il detto: prendere il toro per le corna?<\/b><\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* Questo fatto \u00e9 citato nel comune di <\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\"><i><b>Arzua<\/b><\/i><\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">, dove nei secoli X e XI c\u2019era un transito importante di pellegrini che andavano al sepolcro dell\u2019Apostolo Santiago e che sceglievano la cittadina come luogo di pernottamento per stare al sicuro da malandrini e banditi del cammino. Una mattina all\u2019alba comparve un pellegrino male in arnese ed affamato, che si diresse verso una casa dove stavano cuocendo il pane. Si rivolse alla padrona di casa dicendole: \u201cci sar\u00e0 un pezzo di pane per questo povero pellegrino affamato? preghero\u2019 per lei davanti al Se\u00f1or Santiago\u201d. Al che questa rispose \u00abqui non aiutiamo i vagabondi, se vuole pane, deve pagarlo\u00bb. Allora il pellegrino continuo\u2019 il suo cammino fino ad un\u2019altra casa in cui stavano facendo il pane. La padrona di questa casa lo invito\u2019 ad entrare a riscaldarsi, ma il pellegrino rispose che non poteva fermarsi, pero\u2019 avrebbe gradito un pezzetto di pane per ingannare la fame. \u201cE\u2019 una pena che non possa riposarsi un poco, perch\u00e9 cosi\u2019 le potrei dare del pane fresco, perch\u00e9 non \u00e9 ancora cotto, e quindi posso darle solo del pane di una settimana fa\u00bb &#8211; \u201cGran favore che mi fa, se\u00f1ora. Preghero\u2019 per lei di fronte al Se\u00f1or Santiago\u201d,&nbsp;le rispose il peregrino. La signora entro\u2019 in casa per cercare qualcosa con cui accompagnare il pane duro, ma il pellegrino era gi\u00e0 partito. Quando il pane fu cotto, al toglierlo dal forno, la prima donna ebbe la sorpresa di avere il pane diventato pietra, mentre la seconda lo trovo\u2019 convertito in oro. Si dice che il povero pellegrino fosse Santiago Ap\u00f3stolo in persona che passava di li\u2019 \u2026<\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* Leggenda di san Virila del <b>Monasterio di Leyre<\/b>, narrata dall\u2019abate stesso.<\/span><\/span> <span style=\"font-size: medium;\">In quel tempo ero tormentato dal dilemma dell\u2019eternit\u00e0 ed i dubbi crescevano ogni giorno. Pregavo Dio che mi illuminasse e chiarisse questo mistero dal mio cuore. Una sera di primavera, come facevo abitualmente, uscii a passeggiare tra gli alberi frondosi della sierra de Leyre. Stanco, mi sedetti a riposare vicino ad una fonte e rimasi li\u2019 assorto ad ascoltare il canto ipnotico di un usignolo. Dopo un certo tempo, che per me erano alcune ore, tornai al monastero, la mia dimora. Passando la porta principale, nessun fratello monaco mi risultava familiare. Camminai per i vari locali e mi accorsi che tutto era diverso e che qualcosa di strano mi stava accadendo. Visto che nessuno mi riconosceva, andai dal priore, che ascolto\u2019 attonito la mia storia. Ci recammo in biblioteca per chiarire questo enigma e, in alcuni documenti di trecento anni prima, scoprimmo che \u00ab un monaco santo, chiamato San Virila, aveva diretto il monastero e che era stato divorato dalle bestie feroci in una delle sue passeggiate primaverili\u00bb. Con le lacrime agli occhi, compresi che quel monaco ero io e che Dio alla fine aveva ascoltato ed esaudito i miei dubbi.<\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* Leggenda del Brujo (mago) di <i><b>Bargota a Viana.<\/b><\/i><\/span><\/span> <span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Da piccolo giocavo con mio fratello ed altri amici nei pressi della laguna di Viana, oggi laguna de las Ca\u00f1as. Intorno a quelle acque si credeva che i brujos di tutti i dintorni si riunissero per realizzare sortilegi ed invocare il diavolo, pero\u2019 noi bambini non abbiamo mai osato chiedere quanta parte di verit\u00e0 ci fosse in quelle storie. Una notte, mio fratello mi convinse di stare svegli ad osservare&#8230; Non potei contenere la mia paura quando vidi nel cielo varie figure magiche scendere alla laguna. Mi rifugiai in casa e mi nascosi sotto le lenzuola, mio fratello cercava di consolarmi, ma all\u2019improvviso una forza strana lo fece uscire di casa ed io lo seguii. Malgrado la mia paura, andammo verso la laguna e, nascosti tra le canne, potemmo vedere vari maghi che ballavano intorno al fuoco, recitando strane litanie. Tra di loro c\u2019era Juanes, nostro paesano, che sempre aveva voluto essere prete. Giorni dopo, le malelingue del villaggio cominciarono a sparlare di lui, che chiamavano El Brujo de Bargota, perch\u00e8 avrebbe invocato una notte il diavolo e si sarebbe fatto costruire dai geni malefici la casa in una sola notte. Anche se avevamo assistito al fatto, rimase un nostro segreto ben custodito. Anni dopo, quando Juanes fu giudicato dal Tribunal de la Inquisici\u00f3n di Calahorra, mio fratello prese quella casa come sua, ma dovette abbandonarla perch\u00e9 le grida assordanti del brujo lo svegliavano continuamente, gelandogli il sangue. Anche oggi, se osservate attentamente il cielo notturno, scoprirete la silhouette del Brujo de Bargota, che sorvola il pueblo di Viana\u2026<\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* La leggenda del ponte di <i><b>Zubiri<\/b><\/i>. Il Puente de la Rabia. <\/span>Verso il secolo XI, nel villaggio di Zubiri, che il Camino de Santiago attraversa nella sua discesa da Roncesvalles, tutti gli abitanti lavoravano senza sosta per costruire un bel ponte che permettesse ai pellegrini di attraversare il rio Arga senza pena. Pero\u2019 pareva che una strana maledizione impedisse la conclusione di quell\u2019opera. Straniti per la difficolt\u00e0 di alzare il pilastro centrale, scavarono la roccia che doveva sopportarlo e trovarono i resti profumati di una giovane: era il cadavere di Santa Quiteria, protettrice dalla rabbia. Posti su una mula in corteo festoso, i resti santi furono portati in processione vescovile verso la cattedrale di Pamplona. Pero\u2019, arrivati a Burlada, la mula si impunto\u2019 e non ci fu verso di farla smuovere. Si concluse che era una decisione di \u00ablass\u00f9\u00bb, che Santa Quiteria rimanesse per sempre in quel pueblo del cammino e l\u00e0 deposero le sue reliquie. Per quanto riguarda il ponte sul rio Arga fu finito e da allora le acque del rio proteggono contro la rabbia e curano uomini e bestie ancora oggi. <\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* Leggenda di <i><b>Eunate-Olcoz<\/b><\/i>, narrata da un mastro scalpellino. <\/span><\/span> <span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Dopo aver ricevuto l\u2019incarico di scolpire il portico di <b>Santa Mar\u00eda de Eunate<\/b>, mi sentivo svuotato e senza idee ed allora decisi di ritirarmi in solitudine per ritrovare l\u2019ispirazione divina che mi permettesse di realizzare un\u2019opera d\u2019arte. Pero\u2019, al mio ritorno, scoprii che un gigante scultore, dotato di poteri soprannaturali, gi\u00e0 aveva terminato il mio lavoro. Indignato, mi rivolsi all\u2019abate che, senza far caso alle mie spiegazioni, mi rispose che la mia assenza era stata considerata colpa grave e mancanza di rispetto verso i monaci e lui stesso. Come castigo, mi ordino\u2019 di scolpire un\u2019opera uguale nello stesso tempo che aveva impiegato il gigante: n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che tre giorni. Di fronte alla sfida impossibile, decisi di invocare il diavolo e fu la strega Laminak che, per compassione, mi confido\u2019 il segreto magico che mi avrebbe permesso di risolvere la sfida. Seguendo i suoi consigli, rubai la pietra di luna che un serpente custodiva in bocca e che, prima di immergersi nelle acque del rio Robo, aveva depositato sulla riva nella notte di san Giovanni. Con il portico riflesso dalla luce della luna sulla pietra dentro il calice d\u2019oro con l\u2019acqua del rio dei monti Nequeas, vidi con sorpresa come operava il miracolo, anche se, non si sa bene perch\u00e9, l\u2019opera venne alla rovescia, come riflessa in uno specchio. Il villaggio rimase stupefatto ed il gigante fu talmente rabbioso che diede un tal colpo al mio portico che questo volo\u2019 nel villaggio vicino. Chi non ci crede puo\u2019 andare ad ammirarlo in Olcoz\u2026E\u2019 lo stesso di quello che si trova in Santa Mar\u00eda de Eunate, pero\u2019 alla rovescia.<\/span><\/span> \u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* Leggenda di Sigurd che ammazza il drag\u00f3ne- <i><b>Sang\u00fcesa<\/b><\/i>. <\/span><\/span> <span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Il viaggiatore che si ferma di fronte alla facciata di santa Mar\u00eda di Sang\u00fcesa, incontra nel triangolo di destra in alto, diverse sculture che raccontano la leggenda nordica di Sigurd, che non si sa bene che ci faccia qui in Navarra. Ve lo spiego io, scalpellino anonimo che ebbi la destrezza di scolpirla. \u00abOdino aveva incaricato i giganti di costruire un ponte tra il Valhalla e la terra, ed in cambio questi chiesero che gli dessero Freya, s\u00edmbolo della fecondit\u00e0 e della bellezza, figlia prediletta degli dei. Per non pagare un prezzo cosi\u2019 alto, gli dei negoziarono duramente e riuscirono a far accettare in pagamento il leggendario tesoro che i nani nibelunghi avevano estratto durante generazioni dalle sabbie aurifere del fiume Reno. Una volta conclusa l\u2019opera e pagato il prezzo, i giganti introdussero il tesoro in una caverna sotto il controllo del sanguinario drag\u00f3ne Fafner. Mime, uno dei nani pi\u00f9 saggi, seppe della morte del re Sigmundo, eroe dei voslunghi, e riusci\u2019 a farsi nominare maestro del piccolo orfano Sigurd, che educo\u2019 alla lotta. Quando questi fini&#8217; la sua formazione, gli diede i frammenti della spada di suo padre, la m\u00e1gica Gram, e gli impose come prima missione e prova iniziatica, di uccidere il drag\u00f3ne Fafner. Il giovane eroe forgio\u2019 di nuovo la spada con l\u2019aiuto del fabbro-mago Reg\u00edn, che gli insegno\u2019 anche alcuni segreti per la lotta contro i dragoni. Cosi&#8217; Sigurd feri\u2019 Fafner nel collo alla prima stoccata e, cadendo per la violenza del colpo, alcune gocce di sangue del dragone gli caddero in bocca. Questo fece si\u2019 che subito comprendesse il linguaggio degli uccelli, che gli rivelarono che se si bagnava nel sangue del dragone, sarebbe diventato invulnerabile. Poi gli dissero dell\u2019esistenza del tesoro, che i nani gli avevano nascosto, e dell\u2019intenzione di Mime di farlo uccidere quando sarebbe ritornato. Sigurd si immerse nel sangue del dragone, ma una foglia di tiglio gli cadde la spalla, lasciando uno spazio vulnerabile, che condizioner\u00e0 poi tutte le sue avventure, che Wagner render\u00e0 popolari&#8230; <\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Nell\u2019Alto Torbosillo, vicino a <\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\"><i><b>Terradillos de los Templarios<\/b><\/i><\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">, dicono che ci sia sepolta la Gallina dalle uova d\u2019oro. Racconta la leggenda che il parroco della ormai scomparsa parrocchia di San Esteban portava in offerta ogni anno a Santiago un uovo d\u2019oro. Un giorno il cabildo della cattedrale gli chiese la gallina intera. Per far si\u2019 che non la portasse, i cavalieri templari la sotterrarono nell\u2019Alto Torbosillo.<\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Arrivo\u2019 a <i><b>Pamplona<\/b><\/i> un peregrino francese con la sua famiglia. Fecero tappa in questa citt\u00e0 per riposare e recuperare forze, alloggiando in un hostal. La moglie del pellegrino cadde inferma e dovettero fermarsi pi\u00f9 tempo di quello che avevano pensato, fino a quando lei mori\u2019. Il padrone dell\u2019hostal gli reclamo\u2019 una discreta somma di denaro per la lunga permanenza. Ma il pellegrino non aveva denaro sufficiente e dovette dargli il suo asino e continuare a piedi con i due bambini in tenera et\u00e0. Ma prima si fermo\u2019 a pregare Santiago e a chiedergli aiuto. All\u2019uscita di Pamplona incontro\u2019 un anziano che gli rivolse la parola e gli presto\u2019 un mulo per aiutarlo nel suo cammino. Quando poi alla fine arrivarono a Santiago, il pellegrino ebbe una visione dell\u2019apostolo in cui riconobbe il vecchio di Pamplona. Di ritorno in questa citt\u00e0, gli raccontarono che il mesonero (gerente di hostal) era morto in un incidente e la gente commentava che fu un castigo divino per la sua mancanza di carit\u00e0 verso i pellegrini<\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* Racconta una leggenda che Giraldo,capo delle truppe del re di Arag\u00f3n, entro\u2019 nel pueblo di <i><b>Bercianos <\/b><\/i>del Real Camino e fece passare a fil di spada tutti gli abitanti. Nella loro fuga, paesani e pellegrini caddero nella laguna vicina al villaggio. Le loro anime vagano nella laguna, imprigionate negli uccelli che ci vivono e si liberano nelle grida stridule che lanciano quando un cacciatore uccide un\u2019anatra della laguna.<\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* Si racconta che molti secoli fa ci fu un litigio per una grande pianura coltivabile tra i villaggi di <i><b>Gra\u00f1\u00f3n e Santo Domingo de la Calzada.<\/b><\/i>Gli abitanti di Gra\u00f1\u00f3n erano scocciati che il querceto, che consideravano loro, fosse usato dalla gente di Santo Domingo. Quelli rispondevano che queste terre erano loro di diritto. Non riuscivano a trovare un accordo e giorno dopo giorno c&#8217;erano liti e baruffe e tutti si aspettavano uno scontro armato. Allora i dirigenti dei due comuni si riunirono e decisero che si sarebbe eletto un abitante di ogni pueblo, che si sarebbero scontrati in un corpo a corpo, senz\u2019armi, per quelle terre. Chi vinceva, se le prendeva. Mentre il lottatore professionista di santo Domingo era nutrito con cibi scelti, Mart\u00edn Garc\u00eda, quello di Gra\u00f1\u00f3n, continuava a lavorare nei campi e mangiava fagioli rossi (caparrones- piatto locale nutriente, ma un po\u2019 pesante&#8230;). Arrivo\u2019 il gran giorno. Il combattente di Santo Domingo era stato cosparso di olio per non permettere a quello di Gra\u00f1on di afferrarlo con una presa. Vista la situazione, Mart\u00edn Garc\u00eda introdusse un dito nell\u2019ano\u00a0del suo avversario, lo alzo\u2019 da terra e lo lancio\u2019 lontano! Cosi\u2019 vinse Mart\u00edn Garc\u00eda le terre della Dehesa per Gra\u00f1\u00f3n. In ricordo di quel giorno, ora si trova una grande croce con area di sosta per i pellegrini.<\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* La casa del Lagarto si costrui\u2019 come parte della dote della figlia di do\u00f1a Ana de Guardo, vedova del regidor perpetuo di <i><b>Carrion de los Condes<\/b><\/i>, e per essere la sua casa quando si sarebbe sposata. Do\u00f1a Ana voleva che sua figlia, anche lei di nome Ana, si sposasse con un ricco proprietario, pero&#8217; ella aveva una storia segreta con Juan, figlio del sagrestano della vicina chiesa di San Andr\u00e9s, di cui erano assidue parrocchiane. Per continuare con il suo amor segreto, Ana diceva che non si sarebbe sposata finch\u00e9 la casa non fosse finita e sua madre era d\u2019accordo. Ogni volta che visitavano i lavori in corso, Ana trovava obiezioni per posticipare i lavori e continuare la relazione segreta. Dopo andavano in chiesa a pregare ed Ana sempre lo faceva davanti all\u2019immagine della Virgen de las Nieves perch\u00e9 le permettesse di sposarsi con Juan. Pare che la Virgen la ascolto\u2019, poich\u00e9 nei lavori in corso comparve una lucertola che impauriva i muratori e demoliva quello che costruivano. Ma non solo questo. La Virgen apparve al parroco di San Andr\u00e9s e gli chiese di sposare i due innamorati. Cosa che lui fece in segreto. Quando la casa finalmente fu finita, il pretendente venne per entrarci con do\u00f1a Ana e la figlia, ma la lucertola che era diventata enorme si pose sulla porta e disse: \u201csolo potranno passare il portale di questa casa coloro i quali nutrono un amore vero, e poveretto chi lo varca senza amore\u201d. Allora Ana e Juan si presero per mano, il lucertolone si scanso\u2019 e poterono entrare. La bestia si rimise in mezzo alla soglia e non lascio\u2019 entrare pi\u00f9 nessuno. Poi il p\u00e1rroco confess\u00f3 che li aveva sposati in segreto ed il pretendente non ebbe altra scelta che andarsene. Si dice che il lucertolone rimase sotto quel tetto mentre Ana e Juan vivevano li\u2019 e che dopo la loro morte scomparve. I loro figli, per perpetuare questa bella storia d\u2019amore, fecero scolpire una lucertola di legno e lo posero sull\u2019angolo dell\u2019ala del tetto per ricordare a tutti i passanti che l\u2019amore \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante nella vita.\u00a0Ora il lagarto del tetto \u00e9 dipinto in verde.<\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">* La storia di <i><b>Roncesvalles<\/b><\/i> \u00e8 molto legata alla sua Virgen. A pochi metri dell\u2019antico albergue di Itzandegia c\u2019\u00e9 <b>la Fuente de la Virgen<\/b>. Dice la tradizione che prima di un attacco alla Colegiata (alcuni dicono da parte dei Mori, altri dai Franchi) un canonico aveva sotterrato l\u2019immagine della Virgen per evitarne la distruzione o il saccheggio. Il canonico porto\u2019 nella tomba il segreto del luogo dove aveva nascosto la statua e si credette che fosse stata distrutta. Molto tempo dopo, alcuni pastori vedono un cervo che tutte le notti viene ad una fonte a bere e, mentre lo sta facendo, le sue corna si illuminano. Di fronte al prodigio i pastori raccontano il fatto al vescovo di Pamplona, che non gli crede. Pero\u2019 nella notte una luce magica lo sveglia nella sua stanza, \u00e9 un angelo che con voce dolce gli dice: \u201cDevi far caso a quello che ti dicono i pastori e dirigerti alla fonte, che li\u2019 ti aspetta la Vergine\u201d.Il vescovo, sorpreso dall\u2019apparizione dell\u2019angelo, riunisce il suo seguito e va a Roncesvalles, sveglia i pastori e si fa guidare alla sorgente. Sempre di notte, alla luce delle torce, fa scavare intorno alla sorgente e trovano un\u2019urna di marmo in cui \u00e9 custodita la Virgen de Roncesvalles con il suo vestito d\u2019argento che riflette la luce delle torce.<\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"es-ES\">* Dicono che, saltando dal cavallo nel castillo de <i><b>Castrojeriz<\/b><\/i>, Santiago volo&#8217; in basso ed incoccio\u2019 in un melo. Il tronco era vuoto e dentro stava la statua della Virgen che si venera nella Colegiata. La Virgen del Manzano acquisi\u2019 tanta fama miracolosa che il re Alfonso X il Sabio canto\u2019 i suoi prodigi nelle <b>Cantigas de Santa Mar\u00eda<\/b>, come la 252 (salvataggio nell\u2019arena) e la 266 (caduta di una colonna durante la messa).<\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"es-ES\">* La leggenda del <i><b>Burgo Ranero<\/b><\/i><\/span><\/span>. <span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"es-ES\">Nel Burgo Ranero non c\u2019\u00e9 molto da vedere o da fare e tutti gli hospitaleri di servizio portano i pellegrini a vedere la \u201cposta del sol\u201d (tramonto) alla laguna (milioni di zanzare) e raccontano questa storia. <b>Il ni\u00f1o ed il peregrino nel Burgo Ranero.<\/b><\/span><\/span>    <span style=\"font-size: medium;\">Ai tempi dei primi pellegrini, ne passo\u2019 uno saggio da questo borgo di poche anime con una laguna puzzolente dalle acque scure e profonde, popolata di rane gracidanti, piena di giunchi e piante acquatiche. Tutti ne stavano alla larga ed i ricchi costruivano le loro dimore il pi\u00f9 lontano possibile. Pure i pellegrini passavano alla larga. Arrivo\u2019 a tarda sera un pellegrino stanco che cercava un rifugio, ma c\u2019erano le festivit\u00e0 di San Giovanni e non si trovava posto. Chiese ad un bambino dove potesse trovare un giaciglio per riposare e quello lo porto\u2019 nella sua umile casa, proprio di fianco alla putrida laguna. Ceno\u2019 e si mise a dormire nel concerto gracidante delle rane e rospi. La mattina presto il bambino si alzo\u2019 per offrirgli la colazione, ma si accorse che non aveva nulla e si mise a singhiozzare. Il peregrino gli disse di non preoccuparsi ed estrasse dalla sua bisaccia una bella mela che gli diede. Il bambino fu sorpreso dal fatto che gli regalasse la mela quando ancora aveva tanta strada davanti. Il pellegrino gli rispose che aveva fatto il cammino molte volte e che Santiago lo aveva gratificato con il miglior regalo: \u201c La generosit\u00e0 dela gente e la ingenuit\u00e0 di un bambino\u201d. Saluto\u2019 il ni\u00f1o e gli disse di gettare il torsolo della mela nella laguna quando aveva finito di mangiarla, affinch\u00e9 fosse assorbito tutto il male che ci stava. Il bambino non capiva, pero\u2019 fece come gli aveva detto il peregrino e tiro\u2019 il torsolo al centro della laguna. Comincio\u2019 a schiarirsi l\u2019acqua dal punto dove la mela era caduta e miracolo, la laguna divento&#8217; limpida! Ancora oggi, una parte della laguna rimane pulita e chiara! E le rane continuano i concerti notturni&#8230;<\/span> <span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"es-ES\"><b>PS:<\/b> la maestra delle scuole elementari del posto contestava questa versione. Il nome di Burgo Ranero non si doveva alle rane in abbondanza nella laguna, ma ad un errore di trascrizione! Era il Burgo Granero, il borgo delle granaglie, visto che \u00e9 circondato da sterminati campi di grano! Ed ogni sera veniva in albergue a raccontarcelo, in quella calda estate del 2003.<\/span><\/span> \u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Leggende e miti del cammino di Santiago, raccolte e tradotte da Flavio Vandoni<\/strong><\/span>, hospitalero e caminante<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LEGGENDE DEL CAMMINO con immagini&nbsp; &nbsp; PDF CON IMMAGINI MITI E LEGGENDE DEL CAMMINO * Raccontano che sui fianchi del monte si riunivano i pastori con le greggi per stare insieme e difendersi dalle bestie feroci. Pero\u2019 una notte videro che sulla cima cadevano tantissime stelle, pi\u00f9 del normale. 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