{"id":1332,"date":"2014-03-25T12:59:18","date_gmt":"2014-03-25T11:59:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/?p=1332"},"modified":"2014-03-25T12:59:18","modified_gmt":"2014-03-25T11:59:18","slug":"breve-storia-del-pellegrinaggio-jacopeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/?p=1332","title":{"rendered":"Breve storia del pellegrinaggio jacopeo"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em>Colui che cammina molto e legge molto, vede molto e sa molto<\/em><\/p>\n<p>&#8211; don Chisciotte, parte II cap. 25.<\/p><\/blockquote>\n<p>Dopo il ritrovamento del sepolcro dell&#8217;apostolo, Compostela diventa un centro di pellegrinaggio che raggiunge il suo apice nel secolo XII. L&#8217;interesse del re asturiano Alfonso II per servirsi di Santiago come collante politico-militare-religioso era potenziato dallo spirito epico e miracoloso di cui viene impregnata la figura dell&#8217;Apostolo. Un Santiago matamoros, che monta sul focoso cavallo bianco e che brandisce la spada, diventa elemento determinante nelle battaglie, vere o presunte, per la Reconquista. Le monarchie cristiane iniziano a mandare cavalieri e monaci, a cui seguiranno mercanti, pellegrini e coloni per ripopolare queste terre.<br \/>\nLa scoperta del sepolcro in territorio galiziano aveva dato il via a pellegrinaggi locali all&#8217;arca marmarica, ma gi\u00e0 un secolo dopo, la carta di Alfonso III al popolo di Tours (906) ne racconta la &#8220;inventio&#8221; e cominciano i primi pellegrinaggi da oltre i Pirenei di gente pi\u00f9 o meno nota: un anonimo chierico tedesco nel 930 e la comitiva del vescovo del Puy, Godescalco, nel 950. Non conosciamo il loro itinerario, alcuni studiosi affermano che seguirono la via romana Aquitania, da Bordeaux a Astorga, passando per l&#8217;attuale &#8220;via del tunel di san Adrian&#8221;, da Irun a Vitoria fino a Burgos.<\/p>\n<div id=\"attachment_1346\" style=\"width: 576px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/vie-romane-e-cammini.png?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1346\" class=\" wp-image-1346 \" alt=\"Andamento delle principali vie romane (in rosso) e Cammini (in giallo)\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/vie-romane-e-cammini.png?resize=566%2C447&#038;ssl=1\" width=\"566\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/vie-romane-e-cammini.png?w=707&amp;ssl=1 707w, https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/vie-romane-e-cammini.png?resize=300%2C237&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/vie-romane-e-cammini.png?resize=610%2C482&amp;ssl=1 610w\" sizes=\"auto, (max-width: 566px) 100vw, 566px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1346\" class=\"wp-caption-text\">Andamento delle principali vie romane (in rosso) e Cammini (in giallo)<\/p><\/div>\n<h2>La formazione dei Cammini<\/h2>\n<h3>Il Camino Franc\u00e9s<\/h3>\n<p>La &#8220;reconquista&#8221; dei territori al di l\u00e0 della Cordigliera Cantabrica, confine naturale tra i possedimenti mori ed i reami cristiano-goti, permise il consolidamento del tracciato del cammino che oggi chiamiamo &#8220;franc\u00e9s&#8221;. Astorga fu ripopolata nel 854, Leon nel 856, Sahagun nel 880, Burgos nel 882. I Pirenei erano valicati allora per il Puerto de Palo (monastero di Siresa) e transito per la valle del Echo fino a Berdun e Pamplona (<em>in verde<\/em>). Ma il col del Somport con il potente monastero di santa Cristina (fine XI secolo) soppianter\u00e0 presto tutti gli altri valichi.<\/p>\n<div id=\"attachment_1337\" style=\"width: 522px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/cammini-nei-pirenei-occidentali.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1337\" class=\" wp-image-1337 \" alt=\"I Cammini nei Pirenei Occidentali\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/cammini-nei-pirenei-occidentali.jpg?resize=512%2C357&#038;ssl=1\" width=\"512\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/cammini-nei-pirenei-occidentali.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/cammini-nei-pirenei-occidentali.jpg?resize=300%2C209&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/cammini-nei-pirenei-occidentali.jpg?resize=610%2C425&amp;ssl=1 610w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1337\" class=\"wp-caption-text\">I Cammini nei Pirenei Occidentali<\/p><\/div>\n<p>Il re navarro, Sancho I el garc\u00e8s (905-925), occupa la Rioja ed apre il passo di Iba\u00f1eta (rinforzato nel 1127 con un ospitale per pellegrini). Sancho III il grande di Navarra (1004-1035), Fernando I di Leon e Castiglia (1035-1065), Sancho Ramirez di Navarra e Aragon (1063-1093), Alfonso VI di Leon e Castiglia (1065-1109), potenziano il Camino Franc\u00e8s, promuovendo la colonizzazione ed il flusso di pellegrini. Il re Alfonso VI sopprimer\u00e0 nel 1072 il pedaggio di Valcarce per \u201ctutti quelli che passano da l\u00ec e soprattutto per i pellegrini ed i poveri che vanno a Santiago per pregare\u201d. La frantumazione del Califfato nel 1031 in una miriade di reami arabi in lotta fra di loro favorir\u00e0 la Reconquista.<\/p>\n<div id=\"attachment_1333\" style=\"width: 501px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/1031-scompare-il-califfato.gif?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1333\" class=\"size-full wp-image-1333\" alt=\"1031 scompare il califfato\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/1031-scompare-il-califfato.gif?resize=491%2C415&#038;ssl=1\" width=\"491\" height=\"415\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1333\" class=\"wp-caption-text\">La frontiera fra regni cristiani e musulmani alla caduta del Califfato (1031)<\/p><\/div>\n<p>Nel secolo XI si ripopolano Ponferrada (1080), Estella e santo Domingo de la calzada (1090), Logro\u00f1o (1095); il tracciato \u00e9 quasi stabilizzato e monasteri, priorati e centri di accoglienza si moltiplicano, grazie anche ai monaci agostiniani nella zona dei Pirenei ed ai cluniacensi nel resto del cammino. Gli interessi spagnoli coincidono con quelli dell&#8217;ordine benedettino di Cluny, fondato nel 909 in Borgogna (Francia), che per decisione di papa Giovanni XI nel 931 era indipendente da ogni potest\u00e0 laica o religiosa, salvo quella del papa medesimo. La sua rapida espansione arrivo&#8217; a pi\u00f9 di 30 monasteri in territorio spagnolo, come Santa Mar\u00eda la Real di N\u00e1jera, Santa Coloma di Burgos, San Zo\u00edlo di Carri\u00f3n, etc., offrendo un livello di assistenza materiale, sanitaria e spirituale relativamente completo, dato l&#8217;enorme patrimonio territoriale ed economico che riuscirono ad accumulare. Dei religiosi a loro vincolati elaborano il Codex Calixtino e la Historia Compostelana, ed i re spagnoli favoriscono al massimo la rete di monasteri nei pressi del Camino. Altri ordini monastici e militari si stabiliscono lungo il tracciato, commercianti e artigiani si agglutinano intorno alle chiese fortezza di questa sirga peregrinal che si allunga da est a ovest, dai Pirenei ai contrafforti dei monti del Leonese e della Galizia fino alla Costa da Morte del Finis Terrae. C&#8217;erano gi\u00e0 degli ospitali in tutte le principali tappe: Jaca (1084), Pamplona (1087), Estella (1090), N\u00e1jera (1052), Burgos (1085), Fr\u00f3mista (1066), Carri\u00f3n, Sahag\u00fan, Le\u00f3n (1096), Foncebad\u00f3n (1103), Villafranca del Bierzo, El Cebreiro, Portomar\u00edn e Compostela. Alla fine del secolo XI, i rischi del pellegrinaggio si erano ridotti in modo significativo, soprattutto per i pellegrini francesi, e la rete di ospitalit\u00e0 si era convertita in un elemento propagandistico efficace, pi\u00f9 dei miracoli dell&#8217;apostolo. I monaci diventeranno anche costruttori, come San Domingo de la calzada e San Juan de Ortega. Non disponiamo di loro biografie attendibili, solo di testi successivi, come le &#8220;Vitae Sanctorum&#8221; del secolo XIV (B.H.A. cod. 103) custodito in Burgos, o pi\u00f9 recenti, come J. De Sig\u00fcenza in &#8220;Historia de la Orden de San Jer\u00f3nimo, Libro III, cap. X&#8221; e Enrique Fl\u00f3rez in &#8220;la Espa\u00f1a Sagrada&#8221;.<\/p>\n<p>La rinascita del commercio e degli scambi in Europa occidentale e la mutazione dei rapporti di forza tra reami cristiani e musulmani, uniti all&#8217;oro spagnolo, attirano mercanti e soldati.<\/p>\n<h3>I Cammini del Norte<\/h3>\n<p>Solo molto tardi venne concepito un itinerario di lunga durata per la costa del nord della Spagna. Possiamo dire che il CAMINO PRIMITIVO da Oviedo \u00e9 il pi\u00f9 antico, poich\u00e9 da li&#8217; parti&#8217; il re Alfonso II per andare al &#8220;Compos Stelum&#8221; (campo delle stele) a riconoscere e validare i resti trovati nella sepoltura sul monte Libredon. Dal 1222 la fondazione della Pola di Tineo fisser\u00e0 il tracciato del primitivo come lo conosciamo oggi. Il pi\u00f9 antico era pero&#8217; il CAMINO DEL TUNEL DI SAN ADRIAN (molto frequentato allora, pi\u00f9 di Roncisvalle), passaggio nella pianura Alavese venendo da Bayonne e Irun lungo la via romana Aquitania dal porto di Bordeaux, che usava il tunnel naturale di san Adrian per raggiungere Vitoria ed allacciarsi a Burgos e santo Domingo de la calzada. Quando poi il regno di Castiglia incorpora Guipuzcoa e Alava, la connessione con il camino franc\u00e9s diventer\u00e0 facile. Il CAMINO DEL SALVADOR nasce quando viene trasferita la capitale da Oviedo a Leon agli inizi del secolo XI e viene sviluppata la &#8220;strata sancti Salvatoris&#8221; per il puerto de Pajares, che permetteva di valicare la cordigliera cantabrica. Alla fine del medioevo si sviluppano poi le parti occidentali del CAMMINO DELLA COSTA DEL NORTE, sempre con centro Oviedo, con gli allacciamenti a Avil\u00e8s, Muros de Nalon, Canero. Per quanto riguarda la parte orientale, dalla frontiera francese fino a Oviedo, abbiamo notizie di un uso da parte di pellegrini solo dal secolo XV, poich\u00e9 sbarcavano nei porti di Bilbao, Castro Urdiales, Laredo, Santander, san Vicente de la barquera, e cercavano poi di raggiungere il camino franc\u00e8s sia per il tunel di san Adrian che per il camino primitivo.<\/p>\n<p>*Nel secolo X il pellegrinaggio a Compostela era ormai un fatto consolidato nella Cristianit\u00e0. Apparve un termine nuovo: pellegrino, colui che va a Compostela. Chi meglio di Dante Alighieri per parlarci del &#8220;peregrinare&#8221; nel \u201cVita Nova\u201d &#8211; Cap. XL &#8220;[&#8230;] ch\u00e8 peregrini si possono intendere in due modi [&#8230;] in largo, in quanto \u00e8 peregrino chiunque \u00e8 fuori de la sua patria; in modo stretto, non s&#8217;intende peregrino se non chi va verso la casa di Sa&#8217;Iacopo o riede. E\u2019 per\u00f2 \u00e8 da sapere che in tre modi si chiamano propiamente le genti che vanno al servigio de l\u2019Altissimo: chiamansi palmieri in quanto vanno oltremare, l\u00e0 onde molte volte recano la palma; chiamansi peregrini in quanto vanno alla casa di Galizia, per\u00f2 che la sepultura di Sa&#8217;Iacopo fue pi\u00f9 lontana de la sua patria che d&#8217;alcuno altro apostolo; chiamansi romei in quanto vanno a Roma, l\u00e0 ove questi cu&#8217;io chiamo peregrini andavano\u00bb.<\/p>\n<p>Il pellegrinaggio, unito alle crociate, si era convertito nel motivo principale del viaggio medievale. I cammini si riempiono di gente di diversa estrazione sociale che si spostano tra villaggi, citt\u00e0, abbazie e santuari, venendo da tutta Europa per mare e per terra. I primi pellegrini percorrono le antiche vie romane, come la Via Aquitania, da Bordeaux a Astorga, passando per Vitoria e Briviesca.<\/p>\n<div id=\"attachment_1342\" style=\"width: 624px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/mapa-de-las-cruzadas.gif?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1342\" class=\" wp-image-1342 \" alt=\"Le Crociate\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/mapa-de-las-cruzadas.gif?resize=614%2C432&#038;ssl=1\" width=\"614\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/mapa-de-las-cruzadas.gif?resize=1024%2C720&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/mapa-de-las-cruzadas.gif?resize=300%2C211&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/mapa-de-las-cruzadas.gif?resize=610%2C429&amp;ssl=1 610w, https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/mapa-de-las-cruzadas.gif?resize=980%2C689&amp;ssl=1 980w\" sizes=\"auto, (max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1342\" class=\"wp-caption-text\">Le Crociate<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">I<\/span>n Francia, oltre a questo tracciato, chiamato oggi <strong>VIA DI PARIGI e DI TOURS<\/strong> (turonense) [pur se deviato poi dalla costa verso saint Jean pied de port come passaggio dei Pirenei], si consolidano altre grandi vie, che ricalcano le strade romane e medievali, come la <strong>Niederstrasse<\/strong> [da Ensiedeln (Svizzera) fino a Toulouse dove incrocia la via Tolosana], e la <strong>Oberstrasse<\/strong> [da Aquisgrana, capitale dei carolingi, che a Tours si riunisce alla via Turonense], e che usano grandi santuari come punto di partenza, come VEZELAY (lemovicense),<strong> LE PUY EN VELAY<\/strong> (podiense), <strong>ARLES<\/strong> (tolosana), i pi\u00f9 noti valichi pirenaici per il passaggio in Spagna, come l&#8217;<strong>Alto de Iba\u00f1eta<\/strong> ed il <strong>Col del Somport<\/strong>, ed i porti pi\u00f9 noti per le vie marittime, come Bordeaux, Lisbona, Porto, Barcelona, Siviglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*Conosciuto come il primo scrittore di guide moderno, <strong>Aymeric Picaud<\/strong> descrive a grandi linee gli itinerari ed i punti di accoglienza. Personaggio oggi famoso, era un chierico francese a cui viene attribuito il \u201cLiber Peregrinationis\u201d, quinta parte del \u201cCodex Calixtinus\u201d. Quando passo&#8217; nel 1127 per Iba\u00f1eta, racconta che si stupi&#8217; per le migliaia di croci l\u00e0 deposte dai pellegrini che avevano l&#8217;abitudine di inginocchiarsi e pregare rivolti a occidente, come se fosse il primo luogo di preghiera a Santiago nel cammino. Il &#8220;<strong>Codex Calixtinus<\/strong>&#8221; o <strong>Liber Sancti Jacobi<\/strong> \u00e9 una raccolta di testi anonimi in cinque libri realizzata durante il secolo XII; lo chiamano cosi&#8217; perch\u00e9 la maggior parte dei testi erano attribuiti a Papa Callisto II (1119-1124), ma \u00e9 quasi certo che fu Aymeric Picaud di Partenay che li raccolse ed ordino&#8217; come appaiono oggi nel libretto custodito a Compostela.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Libro 1\u00ba<\/strong>: sermoni e omelie in onore dell&#8217;Apostolo, due cronache del martirio, uffizi liturgici per il suo culto, firmati da Callisto II e da altri Padri della Chiesa.<\/li>\n<li><strong>Libro 2\u00ba<\/strong>: ventidue racconti di miracoli dell&#8217;apostolo Santiago con prologo.<\/li>\n<li><span style=\"line-height: 1.5em;\"><strong>Libro 3\u00ba<\/strong>: l&#8217;epistola del Papa Leone; il racconto della traslatio del corpo dell&#8217;apostolo in Spagna; un capitolo sulle solennit\u00e0 di Santiago; un altro sulle virt\u00f9 miracolose delle conchiglie comprate come souvenir dai pellegrini.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"line-height: 1.5em;\"><strong>Libro 4\u00ba<\/strong>: la Cronaca di Turpino, arcivescovo di Reims, conosciuta come Pseudo-Turp\u00edno. Narra la campagna militare di Carlomagno in Spagna su ordine dell&#8217;apostolo Santiago e la storia di Orlando, la disfatta di Roncesvalles e la sua morte. E&#8217; la giustificazione dell&#8217;espansionismo franco, soprattutto contro i baschi ed i navarri.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"line-height: 1.5em;\"><strong>Libro 5\u00ba<\/strong>: la Guida del Peregrino (Liber Peregrinationis), note di viaggio a Compostela con le quattro vie francesi, lungo itinerari marcati da santuari che custodiscono 31 corpi santi, che si debbono visitare e venerare, pi\u00f9 la descrizione della citt\u00e0 di Santiago e della sua cattedrale.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"line-height: 1.5em;\"><strong>Libro 6\u00ba<\/strong>: Appendici. Un insieme di composizioni liturgiche, inni, una bolla attribuita a Innocenzo II per confermare l&#8217;autenticit\u00e0 della raccolta, miracoli in prosa e versi.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_1338\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/compostelle.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1338\" class=\" wp-image-1338 \" alt=\"I principali Cammini che conducono a Compostela, partendo dalla Francia.\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/compostelle.jpg?resize=600%2C499&#038;ssl=1\" width=\"600\" height=\"499\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/compostelle.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w, https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/compostelle.jpg?resize=300%2C249&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/compostelle.jpg?resize=610%2C507&amp;ssl=1 610w, https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/compostelle.jpg?resize=980%2C815&amp;ssl=1 980w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1338\" class=\"wp-caption-text\">I principali Cammini che conducono a Compostela, partendo dalla Francia.<\/p><\/div>\n<p>Dopo la fase aristocratica e\/o locale del pellegrinaggio a Compostella, Santiago divenne chiesa metropolitana nel 1120 con Diego Gelmirez, che finisce la basilica, aumenta le reliquie presenti (rubandole a Braga, fino ad allora capitale religiosa della Gallaecia) e da&#8217; maggior solennit\u00e0 al culto. L&#8217;aumento dei pellegrini \u00e9 cosi&#8217; importante che lo stesso ambasciatore musulmano, Ali&#8217; ben Yusuf, racconta che &#8221; era tanto grande la moltitudine di quelli che vanno e vengono, che si puo&#8217; a malapena transitare sulla calzada che va da oriente a occidente (1121)&#8221;.<\/p>\n<div id=\"attachment_1335\" style=\"width: 499px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/almoravide-empire-XII-secolo.gif?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1335\" class=\"size-full wp-image-1335\" alt=\"almoravide -empire XII secolo\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/almoravide-empire-XII-secolo.gif?resize=489%2C376&#038;ssl=1\" width=\"489\" height=\"376\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1335\" class=\"wp-caption-text\">La Reconquista spagnola nel XII secolo.<\/p><\/div>\n<h2>Il periodo di massimo splendore<\/h2>\n<p>Il <b>XII secolo<\/b> \u00e9 l&#8217;apice del pellegrinaggio compostellano e degli scambi commerciali e umani con il resto d&#8217;Europa. Si istituiscono dogane a Jaca e Pamplona, salvacondotti per pellegrini e mercanti, si fondano confraternite in Spagna ed all&#8217;estero. La Reconquista avanza verso il sud della penisola iberica e richiede tutta l&#8217;attenzione economica e militare; i cadetti della nobilt\u00e0 europea entrano negli ordini militari ricchi e potenti; cresce la voglia d&#8217;avventura cavalleresca e di conoscere il mondo. <b>Numerosi storici considerano che il secolo XIII \u00e9 il punto di svolta.<\/b><\/p>\n<p>Il <strong>&#8220;fuero real&#8221;<\/strong> del 1255 del re di Castiglia e Leon, Alfonso X detto il saggio, mostra uno spaccato di quella che era la situazione in quel tempo e delle misure prese per favorire e difendere il pellegrinaggio: &#8220;i pellegrini e stranieri siano sicuri nel loro andare e tornare in questi regni, soprattutto i pellegrini di Santiago; gli diamo il nostro privilegio perch\u00e9 vadano e vengano e restino, loro e tutta la loro compagnia, nei nostri regni, sicuri che non gli verr\u00e0 fatto n\u00e9 male n\u00e9 danno; e proibiamo che siano forzati, trattati male o altro; e che, andando e tornando da questi pellegrinaggi, possano trovare alloggio sicuro, sostare in locande e luoghi di alloggio e ospitali; e possano liberamente comprare le cose che vogliono; e che nessuno li truffi cambiando pesi e misure, e che colui che lo f\u00e0, sia accusato di falso e processato. I pellegrini e stranieri possono disporre liberamente dei loro beni e che nessuno glielo impedisca n\u00e9 li derubi. I pellegrini e gli stranieri possono disporre, in salute come in malattia, dei loro beni per loro stessi o per testamento secondo la loro volont\u00e0. Per finire, nessuno osi imprigionarli o disturbarli n\u00e9 derubarli vivi o morti, e che gli Alcaldes ne siano responsabili ed informati, che dovranno rifondere il danno a Noi, e che in ogni caso sia creduto il pellegrino o i compagni con cui viaggiava e siano risarciti dall&#8217;oste e altre persone; se gli Alcaldes non fanno giustizia dei danni subiti dal pellegrino per colpa di albergatori, osti ed altre persone, in presenza di denuncia, paghino il doppio e tutte le spese di giustizia. I pellegrini e stranieri, ed ancora di pi\u00f9 quelli che servono Dio, possono entrare ed uscire dal regno con cavalli, muli e vacche, senza pagare diritti. Se il pellegrino muore senza lasciare testamento, gli Alcaldes del posto ricevano i suoi beni, tengano quello che serve per la sepoltura ed il resto sia mandato a Noi che sappiamo cosa farne&#8221;. E&#8217; evidente che la frequentazione dei cammini aveva raggiunto punti di massima affluenza con tutto quello che ne deriva in termini di &#8220;picaresca&#8221; (ruberie, furti, aggressioni, truffe ecc ecc). Anche le conchiglie di Santiago, prova dell&#8217;avvenuto pellegrinaggio, erano contraffatte e vendute fuori dalla legalit\u00e0 di Compostela.<br \/>\n*Con la regola cistercense di Bernardo di Chiaravalle, alcuni cavalieri avevano scelto di diventare monaci soldati, di proteggere la chiesa ed i pellegrini, fondando l&#8217;ordine Templario (1119-1312), che diventer\u00e0 la rete bancaria pi\u00f9 forte d&#8217;Europa e che per questo sar\u00e0 distrutta. Benedettini, invece, saranno gli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme (1050?), su base amalfitana preesistente, primo ordine militare sorto in Terrasanta, che erediter\u00e0 poi i beni dei Templari. In Spagna, con la regola di sant&#8217;Agostino nasce l\u2019ordine di Santiago (1270?-1493) e, con la regola cistercense, gli ordini di Calatrava (1158-1482) e Alc\u00e1ntara (1156-1482), tutti poi sottoposti alla corona spagnola per combattere i Mori sotto l&#8217;egida del Santiago Matamoros. Cresce la forza militare, crescono le imposte per sostenerla.<\/p>\n<p>*Ma la rete di ospitalit\u00e0, come quella di Cluny, si indebolisce: l&#8217;ingerenza dei nobili per accaparrarsi terre e ricchezze dei priorati, la cattiva amministrazione locale, l&#8217;introduzione nei monasteri di elementi estranei alla vita religiosa.Gli abati di Cluny protestavano con i re di Spagna e di Portogallo contro questa spoliazione (1259, 1285, 1288, 1294, 1303, 1342), ma non era solo questa la causa della decadenza. Oltre ai parassiti che vivevano delle risorse dei priorati, la maggior parte dei conventi spagnoli celava delle situazioni strane. A Najera, per esempio, i monaci se la spassavano, avevano famiglia numerosa e gravavano sulle casse (1314). L&#8217;incontinenza dei religiosi ed il concubinaggio di alcuni priori regnava, tanto che la casa madre francese chiamo&#8217; a s\u00e9 dei religiosi spagnoli per formarli ai costumi ed alla disciplina monastica (1288, etc.). I dati, rilevati su un periodo di 200 anni e su una presenza annuale di 150 religiosi, danno in media: 30 accuse di incontinenza contro monaci e priori; tutti i conventi coinvolti; 12 priori denunciati come concubini; uno di essi, quello di Villafranca, egli stesso figlio di un monaco, vive nel convento con la sua compagna ed i suoi due figli, come se fossero legittimi (1314); a Sant&#8217;Isidoro di Leon, nel 1349, tutti i monaci, compreso il vicepriore, vivevano in pubblico concubinaggio, con figli nel monastero. Ma il colpo di grazia alla rete ospitaliera di Cluny lo dar\u00e0 il re di Castiglia, Alfonso XI, con l&#8217;imposizione di tasse in occasione della guerra contro i Saraceni del 1344. Lo scisma d&#8217;Occidente nel 1378 aggraver\u00e0 la crisi, dividendo il campo cristiano.<\/p>\n<h2>La decadenza del pellegrinaggio<\/h2>\n<p>*A partire nel <b>secolo XIV<\/b> i pellegrinaggi diminuiscono seriamente, si producono molte convulsioni sociali che stornano i possibili pellegrini verso altre destinazioni, la peste nera imperversa in Europa. Il <b>secolo XV<\/b> fu ancor peggio: guerre, carestie, pestilenze, cattivi raccolti, siccit\u00e0\u2026 La fine della Reconquista nel 1492, anno della scoperta delle Americhe, e l&#8217;espansione militare oltremare alla conquista di ricchezze e materie prime, tolgono materiale umano ai pellegrinaggi e danno carne da cannone agli eserciti sui campi di battaglia d&#8217;Europa e di mezzo mondo. Alcuni predicatori francescani condannano viaggi cosi&#8217; lunghi e pieni di occasioni di peccare. L&#8217;affanno di purificazione, proprio della nuova spiritualit\u00e0, evidenzia che &#8220;chi pellegrina molto, raramente si santifica&#8221;. Questa decadenza si accrebbe nel <b>secolo XVI<\/b> con le guerre di religione e la minaccia dell\u2019invasione inglese. L\u2019arcivescovo di Santiago, Don Juan de Sanclemente y Torquemada (1587-1602), davanti al corsaro inglese Francis Drake che voleva distruggere la cattedrale ed il reliquiario dell\u2019apostolo, occult\u00f2 i resti e port\u00f2 con s\u00e9 il segreto nella tomba.<\/p>\n<p>*L\u2019apparizione del Protestantesimo \u00e9 un altro colpo al Cammino di Santiago poich\u00e9 lo stesso <b>Lutero<\/b> dissuade i suoi seguaci dal viaggiare fino alla tomba: \u00ab\u2026 o sia, che non si sa se li\u2019 giace Santiago o un cane o un cavallo morto\u2026\u00bb\u00ab\u2026 per questo, lascialo giacere e non andarci\u2026\u00bb.<b>Erasmo da Rotterdam<\/b> sminuisce e critica il pellegrinaggio che spopola le terre dai contadini, le sue spese folli, il vagabondaggio e le ruberie, i pericoli vari per l&#8217;incolumit\u00e0 della gente. Il re Filippo II cerco&#8217; di ostacolare il pellegrinaggio e nell&#8217;anno 1590 proibi&#8217; l&#8217;uso dell&#8217;abbigliamento pellegrino agli spagnoli e ordino&#8217; che gli stranieri portassero documenti di accreditazione. A livello popolare, circolano barzellette sui pellegrini e sui miracoli dell&#8217;apostolo, come quello del romero che fu a Compostella per chiedere la grazia di avere un figlio ed al suo ritorno si trovo&#8217; la moglie con una coppia di gemelli.<b>La mentalit\u00e0 borghese cittadina produttiva e stanziale non \u00e9 congeniale al vagabondaggio<\/b>. *Scompaiono quasi del tutto i pellegrini dal nord dell&#8217;Europa, ma si mantengono quelli dei paesi cattolici. Ormai, il centro della Spagna era Madrid; Santiago era lontana e senza legami economici con il regno. Durante il <b>secolo XVII<\/b> la leggenda dell&#8217;apostolo perde tutto il suo fascino. Scrittori famosi negavano la sua autenticit\u00e0; Cervantes parlava ironicamente della cavalleria di Santiago (Quijote, II, 58). Tanto debole era ormai Santiago, che alcuni ordini religiosi tentarono di spazzarlo via; non riuscendoci, attaccarono il suo patronato. Filiazioni spagnole del potente ordine di Gioachino da Fiore, dei francescani spirituali e dei carmelitani scalzi chiesero ed ottennero nel 1618 dal re Filippo III e dal papa Paolo V che Santa Teresa sia dichiarata copatrona di Spagna. Tremarono i pulpiti e sorsero opuscoli pro e contro, come &#8220;Su espada por Santiago&#8221; di Quevedo, diretto a Filippo IV nel 1628.Il frate carmelitano Gaspar de Santa Mar\u00eda, di Granada, diceva che se il corpo di Santiago \u00e9 interrato in Galizia, non ha potuto andare in battaglia a cavallo. Si burla anche di quelli che credono che il cavallo bianco di Santiago causa il tuono quando galoppa.<br \/>\nLa maggioranza del popolo spagnolo continuava pero&#8217; a preferire l&#8217;ardore bellico di Santiago piuttosto che l&#8217;estasi mistica di Santa Teresa. Alla fine, nel 1627 il papa Urbano VIII lascer\u00e0 al clero ed al popolo la libert\u00e0 di scelta sul copatronato.<\/p>\n<p>Nel <b>XVIII <\/b> e <b> XIX secolo<\/b>, l&#8217;illuminismo e la rivoluzione francese segnano l&#8217;avvento di regimi liberali; la riforma agraria, l&#8217;espropriazione dei beni della chiesa riducono le entrate che servivano anche a nutrire ed alloggiare i pellegrini; il progresso e la scienza criticano a fondo le tradizioni jacobee e le tasse in suo favore, come il Voto e le ipotetiche battaglie. Uno dei risultati \u00e9 che il <b>25 luglio del 1867<\/b> erano presenti nella cattedrale di Santiago solo 40 pellegrini. Compostella deve reagire e fa&#8217; scavare alla ricerca delle ossa dell&#8217;apostolo nascoste 300 anni prima. Nel 1879 qualcosa si trova e nel <b>1884 <\/b> la bolla &#8220;Deus omnipotens&#8221; li dichiara come tali e scomunica tutti gli altri luoghi che vantano sue reliquie.<\/p>\n<h2>Gli anni pi\u00f9 recenti<\/h2>\n<p>Nel <b>XX secolo<\/b>, il pellegrinaggio viene nuovamente organizzato a carico delle varie diocesi, ma la repubblica prima e la guerra civile poi contrastano i voleri galiziani.<b>Vazquez de Parga<\/b>, uno dei maggiori studiosi jacobei con Jos\u00e9 Mar\u00eda Lacarra e Juan Uria, afferma che alla fine degli anni &#8217;40 il pellegrinaggio era ridotto ad una cartolina postale.<br \/>\n*Saranno dei <b>preti ed eruditi<\/b> nel dopoguerra a far rinascere il cammino-pellegrinaggio, a fondare confraternite ed associazioni, diventate poi &#8220;degli amici del cammino&#8221;. Nel <b>1950<\/b>, millenario del pellegrinaggio di Gotescalco, a Parigi si fonda la Societ\u00e9 des Amis de Saint-Jacques de Compostelle, per lo studio e la continuazione storica del pellegrinaggio a Santiago. Nel <b>1962<\/b> a Estella l&#8217;associazione de los pazos nasce per divulgare il cammino di Santiago e farlo riconoscere come fenomeno europeo del turismo culturale e tre fondatori vanno a fare il cammino. Nel <b>1965<\/b> il Centro de Estudios Jacobeos e la Societ\u00e9 parigina partecipano con altri studiosi al primo Congresso Internazionale di Studi Jacobei. Ma gli anni 70 segnano una nuova crisi, altri luoghi attirano il vagabondaggio&#8230;altri raduni sono organizzati nel mondo, altri idoli attirano la gente; cessano le pubblicazioni e le manifestazioni sia in Spagna che in Francia. Il curato del Cebreiro, <b>Elias Vali\u00f1a<\/b>, laureato nel 1965 a Salamanca con una tesi sul cammino di Santiago, inizia negli anni &#8217;80 a segnare il tracciato con le frecce di vernice gialla stradale. Come racconta ai poliziotti di frontiera che lo fermano sui sentieri pirenaici mentre traccia il cammino, stava preparando &#8220;un&#8217;invasione&#8221;. Non vedr\u00e0 l&#8217;invasione attuale, perch\u00e9 morir\u00e0 nel 1989 a 60 anni, non senza aver lasciato fedeli discepoli. Nel 1986 iniziano a funzionare una ventina di associazioni di amici del cammino. Il cammino franc\u00e8s \u00e9 di nuovo segnato e viene presentato a fiere ed esposizioni internazionali, come Europalia del 1985 a Gand (Belgio), ed al decisivo congresso di <b>Jaca del 1987<\/b>. E Giovanni Paolo II a Santiago nel 1982 e 1989 rilancia il cammino che fa&#8217; cristiana l&#8217;Europa. Il governo spagnolo segue la Francia nella richiesta di essere <b>Itinerario culturale europeo (1987)<\/b> e di avere contributi europei.<\/p>\n<div id=\"attachment_1339\" style=\"width: 613px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/dati-stat-dal-1970-compostelas.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1339\" class=\" wp-image-1339 \" alt=\"I pellegrini arrivati a Santiago de Compostela nel 1970: statistiche.\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/dati-stat-dal-1970-compostelas.jpg?resize=603%2C614&#038;ssl=1\" width=\"603\" height=\"614\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/dati-stat-dal-1970-compostelas.jpg?resize=1005%2C1024&amp;ssl=1 1005w, https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/dati-stat-dal-1970-compostelas.jpg?resize=294%2C300&amp;ssl=1 294w, https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/dati-stat-dal-1970-compostelas.jpg?resize=610%2C621&amp;ssl=1 610w, https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/dati-stat-dal-1970-compostelas.jpg?resize=980%2C998&amp;ssl=1 980w, https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/dati-stat-dal-1970-compostelas.jpg?w=1233&amp;ssl=1 1233w\" sizes=\"auto, (max-width: 603px) 100vw, 603px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1339\" class=\"wp-caption-text\">I pellegrini arrivati a Santiago de Compostela dal 1970: statistiche.<\/p><\/div>\n<p><strong>Da 68 pellegrini nel 1970 si passa a 99.436 del 1993<\/strong>, anno santo in cui la Xunta di Galizia si impegna a fondo, con l&#8217;apertura di albergues e posa di cippi, quando il cammino viene dichiarato <strong>&#8220;patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0&#8221;<\/strong>. Il 1994 vedr\u00e0 15.863 pellegrini e la dinamica del passaparola, dei libri, articoli e storie varie, unita alla mobilit\u00e0 giovanile ed ai pensionati pi\u00f9 in forma grazie al lavoro meno faticoso, far\u00e0 progredire il numero di Compostelas rilasciate a Santiago a chi ha fatto almeno gli ultimi 100 km a piedi. Nel 2000, anno di svolta, saranno 55.004; nel 2006- 100.377; nel 2012- 192.488&#8230; Un ritmo di raddoppio ogni 6 anni, anche se pi\u00f9 del 75% percorre solo gli ultimi 100km e nel resto del percorso iniziano a chiudere degli albergues nati solo per guadagnare facilmente con &#8220;il denaro che cammina&#8221;, come certuni definiscono i pellegrini&#8230;.Aumentano i pellegrini, aumentano le associazioni di amici del cammino, aumentano le pubblicazioni ed aumentano i picaros, i bordoneros, in una parola i furfanti sui cammini, che approfittano del clima e dello spirito comunitario per vivere sulle spalle della gente o derubarla. Come il fenomeno (&#8221; <strong>la picaresca<\/strong>&#8220;) era corrente nel Medioevo, cosi&#8217; \u00e9 d&#8217;attualit\u00e0 oggi.<\/p>\n<p><strong>Gli hospitaleri volontari<\/strong> di tutto il mondo fanno del loro meglio per aiutare a compiere il proprio cammino, rimediando a certe scarsit\u00e0 delle installazioni o all&#8217;incuria in cui sono lasciate dagli enti locali. Un oscuro lavoro quotidiano che molti apprezzano, ma che il turigrino disdegna, visto che approfitta di strutture a costi bassi per farsi la vacanza e del fatto che oggi passa e domani \u00e9 da un&#8217;altra parte&#8230; quindi i suoi resti saranno ripuliti da qualcun altro&#8230;o si accumuleranno in montagne di sacchi di spazzatura e di mosche. Dai pochissimi albergues e rifugi spartani degli anni &#8217;70 si \u00e9 passati a pi\u00f9 di 200 albergues solo sul cammino franc\u00e8s, per esempio.<\/p>\n<div id=\"attachment_1349\" style=\"width: 624px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/revistaperegrina.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1349\" class=\" wp-image-1349 \" alt=\"Albergues peregrinos esistenti nel 1990: gi\u00e0 esisteva la &quot;Revista peregrina&quot; e operavano gli hospitaleros voluntarios.\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/revistaperegrina.jpg?resize=614%2C515&#038;ssl=1\" width=\"614\" height=\"515\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/revistaperegrina.jpg?resize=1024%2C858&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/revistaperegrina.jpg?resize=300%2C251&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/revistaperegrina.jpg?resize=610%2C511&amp;ssl=1 610w, https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/revistaperegrina.jpg?resize=980%2C821&amp;ssl=1 980w, https:\/\/i0.wp.com\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/revistaperegrina.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w\" sizes=\"auto, (max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1349\" class=\"wp-caption-text\">Albergues peregrinos esistenti nel 1990: gi\u00e0 esisteva la &#8220;Revista peregrina&#8221; e operavano gli hospitaleros voluntarios.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il profilo tipo del <strong>&#8220;pellegrino odierno&#8221;<\/strong> vede per met\u00e0 dei giovani di meno di 30 anni, cittadini con titolo di studio, che vengono in estate. Aumentano i pensionati che vengono tutto l&#8217;anno, seguono i disoccupati, gli artisti, le casalinghe e gli operai-impiegati. Un quarto dei pellegrini viaggia in bici. Crescono i gruppi organizzati, accompagnati, senza zaino in spalla e con il forfait tutto-compreso.<br \/>\nLa <strong>massificazione<\/strong> del camino franc\u00e8s porta l&#8217;affluenza su altri cammini, storici o meno. Il <strong>portoghese<\/strong> da Porto (ma comincia da Lisbona) \u00e9 diventato il secondo cammino come numero di pellegrini. Il <strong>cammino del Norte o de la Costa<\/strong> cerca di risolvere alcuni problemi di localismo regionale e di segnaletica controversa. Il cammino <strong>primitivo<\/strong>, corto e duro, diventa in agosto una bolgia, ma \u00e9 quasi deserto nel resto dell&#8217;anno. La <strong>via della plata<\/strong>, lunga e solitaria, viene spesso divisa in due con il camino <strong>sanabr\u00e8s<\/strong>. Il cammino <strong>aragon\u00e8s<\/strong> dal Somport diventa un&#8217;alternativa corta al primitivo per gli spagnoli in cerca di cammini di una settimana in ambienti naturali poco contaminati. Il <strong>cammino fisterrano-muxiano<\/strong> e <strong>l&#8217;ingl\u00e8s<\/strong> stanno diventando cammini brevi da farsi tutto l&#8217;anno; altri cammini medio-brevi sono stati tracciati o stanno sorgendo per rispondere a questa esigenza.<\/p>\n<p>Anche se il Cammino come <strong>spazio fisico<\/strong> non \u00e9 essenzialmente differente da qualsiasi altro trekking, si pu\u00f2 comunque affermare che non \u00e9 la stessa cosa. La questione di fondo \u00e9 il rapporto al <strong>tempo<\/strong> che come persone dedichiamo a questo andare che ci estrania dal quotidiano e che lo cambia nel corso del cammino.<\/p>\n<p>Il Cammino ci fa&#8217; apprezzare una serie di elementi e circostanze molto concrete: <strong>l&#8217;andare<\/strong> per una via che \u00e9 stata percorsa durante secoli da altra gente con le sue illusioni e le sue credenze; il <strong>rapporto<\/strong> con gli altri viandanti che incontriamo; <strong>l&#8217;accoglienza<\/strong> negli albergues e la condivisione giorno dopo giorno delle proprie esperienze; le lunghe ore di cammino in <strong>solitudine<\/strong>, con freddo, vento, pioggia o sole cocente; <strong>l&#8217;incontro<\/strong> con le genti che abitano sul cammino\u2026 Questi sono alcuni degli elementi che favoriscono in noi un cambio di percezione di tutto cio&#8217; che ci circonda. Non si tratta di ritornare al Medioevo n\u00e9 di convertirsi in nuovi templari, ma della possibilit\u00e0 di riscoprire cose che la nostra vita abituale non ci lascia apprezzare.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Il silenzio<\/strong>, ascoltando i suoni della natura\u2026 Anche camminando in compagnia, ci sono momenti di silenzio.<\/li>\n<li><span style=\"line-height: 1.5em;\"><strong>La calma<\/strong>, senza fretta, senza correre per arrivare prima a Santiago o al finale della tappa. Se si dispone di pochi giorni, \u00e9 meglio fare meno km totali e godere del cammino e dei paesaggi che attraversiamo.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"line-height: 1.5em;\"><strong>La conoscenza<\/strong>, che implica un&#8217;attitudine rispettosa di tutto quello che ci circonda, che sia arte, natura o persone.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>I <strong>motivi<\/strong> che oggi spingono a fare un cammino possono non essere gli stessi che nel Medioevo; non a caso il Cammino de Santiago \u00e9 un&#8217;infinit\u00e0 di ragioni, tante come le persone che lo percorrono. Ma \u00e9 certo che il Cammino \u00e9 aperto a tutti, a tutte le ricerche e ragioni, e come dice un poema del secolo XIII, \u00abnon solo ai cattolici, ma anche ai pagani\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Colui che cammina molto e legge molto, vede molto e sa molto &#8211; don Chisciotte, parte II cap. 25. 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