{"id":1007,"date":"2013-10-10T11:59:34","date_gmt":"2013-10-10T09:59:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/?p=1007"},"modified":"2013-10-10T11:59:34","modified_gmt":"2013-10-10T09:59:34","slug":"kim-hyo-sun-e-gli-altri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/?p=1007","title":{"rendered":"Kim Hyo Sun e gli altri"},"content":{"rendered":"<p>Non tutti quelli che vengono sui cammini diventano scrittori, ma alcuni influiscono sulla frequentazione di questi itinerari moderni con i loro libri. Le esperienze vissute incidono sull\u2019immaginario della gente che viene a cercare, pi\u00f9 o meno, le stesse cose. In fondo, l\u2019uomo non \u00e9 altro che un \u201canimale sociale\u201d: senza il gruppo, senza i rapporti con altri simili, la pazzia o la morte sono esito scontato. Si puo\u2019 essere in pieno isolamento, come spesso lo sono io, ma la relazione con gli altri continua ad esistere. Lo scrivere (internet, mail, lo stesso Facebook), le immagini (le foto, i video, i film), la musica (potente strumento di comunicazione immediata) possono sostituire la parola, il contatto diretto.<br \/>\nAgli inizi del cammino moderno ci sono alcuni studiosi precursori francesi e spagnoli, qualche prete appassionato, alcuni vagabondi di professione, qualche giornalista viaggiatore. Il resto lo ha fatto il passaparola: l\u2019uno pi\u00f9 uno pi\u00f9 uno&#8230; L\u2019esperienza dei singoli diventa esigenza collettiva di gruppi numerosi di persone: fare come lui. In alcuni casi la pubblicazione e la diffusione di libri su esperienze di cammino ha prodotto fenomeni di afflusso sorprendente. Ho pensato che valeva la pena di metterlo in evidenza e cito alcuni casi che conosco meglio per esperienza diretta.<\/p>\n<p>NB: Le statistiche 2012 sul numero dei pellegrini a Saint-Jean-Pied-de-Port mostrano una frequentazione in aumento di circa il 12% sull\u2019anno precedente. Si nota una netta progressione degli Statunitensi, che passano da 1275 \u00e0 2897. Il numero di coreani \u00e9 sempre in aumento: da 1405 a 1993 e sono, in media, giovani di meno di 30 anni.<\/p>\n<h1>Coreani nel cammino: Kim Hyo Sun moltiplica la presenza di pellegrini coreani grazie al successo dei suoi libri.<\/h1>\n<div style=\"width: 509px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/farm6.static.flickr.com\/5187\/5853533420_f1fedc7bd8.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/farm6.static.flickr.com\/5187\/5853533420_f1fedc7bd8.jpg\" width=\"499\" height=\"500\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Un gruppo di giovani Coreani sul Cammino di Santiago<\/p><\/div>\n<p>Nel corso del 2007 chi, come me, faceva accoglienza a Saint Jean pied de port, uno dei tradizionali punti di partenza moderni del cammino Franc\u00e8s, rimase stupito nel vedere arrivare pellegrini coreani. Qualche giapponese veniva gi\u00e0 sui cammini&#8230;tra cui un famoso aquarellista che ha prodotto un librone pergamenato di splendidi aquarelli, ma coreani non ne vedevamo molti. I dati statistici dell\u2019Oficina del peregrino di Santiago contano 18 pellegrini coreani nel 2004, 24 nel 2005, 84 nel 2006. Nel 2007 furono 449 e balzano 2493 nel 2012 e continuano a crescere: perch\u00e9? Anche per loro bisogna risalire ad un autore e a dei libri di successo.<\/p>\n<p><strong>Kim Hyo Sun <\/strong>\u00e9 una inquieta giornalista della Corea del Sud che rimase colpita dal suo primo cammino di Santiago, tanto che decise di raccontare la sua esperienza in un libro che si \u00e9 venduto a pi\u00f9 di centomila copie. L\u2019opera, un\u2019ode alla fraternizzazione tra persone di differenti culture, con un tono descrittivo fuori dal misticismo millenarista tipico della letteratura jacobea, ebbe buona accoglienza e le permise di scriverne altri due. Kim Hyo Sun decise quindi di tornare a percorrere la ruta jacobea in cerca di ispirazione : \u00abIl Camino mi ha dato una visione pi\u00f9 aperta del mondo, la prima volta che lo feci incontrai pellegrini di 35 nazionalit\u00e0 diverse e questa \u00e9 un\u2019esperienza che arricchisce molto\u00bb.<br \/>\nLa scrittrice ha fatto 4 volte il cammino, due sul franc\u00e8s, una per la V\u00eda de la Plata e l\u2019altra per il Camino Portugu\u00e9s. I suoi libri hanno diffuso il cammino delle stelle in Corea, un paese a maggioranza buddista, ma che conta una minoranza importante di cristiani. La fiamma di Santiago si \u00e9 estesa talmente che in pochi anni i suoi compatrioti sono diventati uno dei contingenti pi\u00f9 importanti di pellegrini e continuano a crescere di numero. \u00abI coreani sono molto discreti e camminano spesso in gruppo, senza mescolarsi molto con gli altri\u00bb, osserva Maribel Roncal dell\u2019albergue<br \/>\nprivato di Cizur Menor, appena fuori Pamplona. L\u2019hospitalera ha vissuto un fenomeno simile vent\u2019anni fa quando lo scrittore brasiliano (ma che vive nel sud della Francia) Paulo Coelho pubblico\u2019 il suo libro. \u00abAl principio degli anni novanta ci fu un\u2019invasione di brasiliani, ora quella moda \u00e9 passata&#8230;ma immagino che si ripeter\u00e0 per i coreani\u00bb.<br \/>\n\u201cPi\u00f9 coreani\u201d: su questo concordano gli hospitaleri ed i pellegrini. Anche se sempre in numero minore rispetto alle grandi nazionalit\u00e0, il numero di coreani \u00e9 aumentato di botto: &#8220;Prima se ne vedeva uno per caso, ora ne arrivano tutti i giorni&#8221;, assicura Luis Navarro, hospitalero di Estella. Secondo Padre Juli\u00e1n Vega Lara dei Reparadores di Puente la reina, i pellegrini coreani sono aumentati molto perch\u00e9 &#8221; per quello che ci raccontano loro stessi, attualmente c\u2019\u00e9 moltissima propaganda del Camino de Santiago in Corea, tanto nella televisione che alla radio. Si aggiunge poi il<br \/>\npassaparola. La quantit\u00e0 di coreani ultimamente \u00e9 tale da farne il quinto gruppo pi\u00f9 numeroso di peregrinos, dietro a spagnoli, francesi, tedeschi e italiani, che sono quelli abituali&#8221;.<\/p>\n<h2>La via delle stelle anticip\u00f3 la globalizzazione prima che si coniasse il termine.<\/h2>\n<p>La met\u00e0 dei pellegrini sono stranieri, una tendenza che in primavera aumenta ancora di pi\u00f9. Nell\u2019albergue predominano le conversazioni in francese e tedesco. La maggioranza dei pellegrini sono persone mature che cercano di visitare i luoghi di interesse storico delle localit\u00e0 toccate dal cammino. Maribel Roncal conferma le impressioni visive: \u00abIn primavera vengono soprattutto pensionati europei, specialmente tedeschi, francesi e italiani. Sono in maggioranza uomini che hanno passato la loro vita lavorando e che, quando vanno in pensione, si accorgono del \u201cvuoto\u201d in cui si vengono a trovare e decidono di mettersi in cammino\u00bb. Le stagioni non trasformano solo il paesaggio del Camino, anche lo spirito cambia. Come sa bene Maribel per il periodo estivo, pi\u00f9 giovane e festivo. \u00abLa media dell\u2019et\u00e0 si abbassa a trent\u2019anni e si nota pi\u00f9 allegria e voglia di vivere; pero\u2019 \u00e9 curioso che ogni volta siano pi\u00f9 numerosi i giovani che cercano l\u2019anima gemella\u00bb.<br \/>\nIn autunno si torna alla frequentazione di pensionati di mezza Europa, mentre l\u2019inverno recupera la sua dimensione pi\u00f9 introspettiva. I cammini tornano solitari ed i pellegrini camminano nel silenzio delle nebbie e del gelo cercando la loro dimensione spirituale intima.<br \/>\nMaggio segna l\u2019inizio della stagione alta jacobea. Quale che sia il clima, l\u2019affluenza continua a crescere. Gli albergues pubblici e privati si sono moltiplicati e qualcuno comincia a pensare che ci sia il rischio di saturazione: \u00abStiamo abusando della gallina dalle uova d\u2019oro, di questo passo ci saranno pi\u00f9 albergues che pellegrini\u00bb.<\/p>\n<h2>La propaganda del cammino nel mondo.<\/h2>\n<p>La Xunta de Galicia ha promosso il Camino de Santiago con due conferenze in Corea del Sud a Se\u00fal, dove \u00e9 gi\u00e0 presente l\u2019Istituto Cervantes con cui collabora la scrittrice. Queste conferenze sono inserite nel pi\u00f9 vasto piano di promozione internazionale del Camino de Santiago che la S.A. de Gesti\u00f3n del Plan Jacobeo della Xunta di Galicia sta sviluppando sui cinque continenti con distinte figure del panorama politico, culturale e sociale. Il Jacobeo ha presentato il Cammino di Santiago come modello di itinerario sostenibile durante la Conferenza mondiale della International Walking &amp; Biking City Federation, di cui \u00e9 presidente Chung Un-Suelo, ex primo ministro della Corea del Sud. L\u2019evento, promosso in collaborazione con le Nazioni Unite, si \u00e9 tenuto nella capitale sudcoreana con la partecipazione della scrittrice coreana Kim Hyo-Seon, pellegrina ed autrice di libri di successo sul cammino. Questa conferenza del Jacobeo risponde all\u2019interesse suscitato in Asia dall\u2019esperienza del Camino de Santiago come via spirituale, che realizzano, oltre ai pellegrini, anche camminanti e ciclisti di varie origini. Nello stesso anno (2011) si \u00e9 svolta la conferenza mondiale a Utrecht delle associazioni jacobee per porre in comune le attivit\u00e0 che in modo disinteressato stanno svolgendo a favore del Cammino nei loro paesi, favorendo l\u2019informazione dei futuri pellegrini, la distribuzione delle credenziali, lo studio del patrimonio jacobeo, la segnatura dei cammini e l\u2019apertura di albergues de peregrinos.<br \/>\nIn discussione il futuro della Ruta Jacobea, mettendo in evidenza la necessit\u00e0 di continuare a preservare i suoi elementi pi\u00f9 singolari per garantire e rafforzare il futuro del pellegrinaggio compostellano. Visti i buoni risultati di questo incontro, le associazioni partecipanti decisero di riproporre l\u2019incontro mondiale nel settembre 2013, questa volta in Polonia, a cui per la nostra associazione e per il cammino di santu Jacu ha partecipato Andrea Vitiello, come nostro rappresentante. Riassumendo, le azioni di promozione contribuiranno a internazionalizzare ancora di<br \/>\npi\u00f9 la rete dei Cammini di Santiago, pi\u00f9 gente li conoscer\u00e0, soprattutto in Asia, e pi\u00f9 pellegrini li percorreranno.<\/p>\n<h1>Hape Kerkeling: Un libro di successo moltiplica il numero di pellegrini tedeschi.<\/h1>\n<h2>L\u2019umorista presenta in modo comico le sue esperienze durante il cammino.<\/h2>\n<div style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.davidsfonds.be\/activity\/photos\/big\/hapekerkelingboek.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.davidsfonds.be\/activity\/photos\/big\/hapekerkelingboek.jpg\" width=\"400\" height=\"372\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Hape Kerkeling &#8211; &#8220;Vado a fare due passi&#8221;<\/p><\/div>\n<p>L\u2019umorista e presentatore televisivo tedesco Hape Kerkeling racconta come il Camino de Santiago gli cambi\u00f3 la vita &#8220;in meglio&#8221; nel suo libro di successo, 4 milioni di copie vendute e tradotto in varie lingue. Dopo aver percorso 800 km durante 6 settimane sul camino franc\u00e8s, l\u2019autore afferma che quando fece il cammino (nel 2001) il peggio fu la solitudine. Il meglio furono i grandi amici. \u201cIl cammino di Santiago mi ha cambiato le vita in meglio\u201d, dice lui \u201ce bisogna farlo senza zaino\u201d (pero\u2019 lui ce l\u2019aveva&#8230;), perch\u00e9 si era reso conto che quel poco che gli serviva, erano: acqua,<br \/>\npane, frutta, carta igienica ed un bastone per arrivare a Santiago. Bisogna dire che non ha mai dormito una sola volta negli albergues per pellegrini e che non ha problemi di carta di credito. &#8220;Il peggio sono la solitudine ed i pezzi di cammino nella periferia delle grandi citt\u00e0&#8221;, ricorda Kerkeling, che raccomanda questo cammino perch\u00e9 si possono fare delle amicizie che durano una vita. Decise di fare questo cammino, cosa poco frequente tra i tedeschi all\u2019epoca, dopo aver sofferto per un\u2019operazione alla vescicola ed applico\u2019 la massima: \u201ccercare la propria felicit\u00e0<br \/>\ncercando se stesso\u201d. Fu un viaggio interiore, duro, pero\u2019 meraviglioso. Durante il cammino scrisse un diario che \u00e9 la base del libro. \u201cBisogna essere preparati fisicamente e mentalmente\u201d dice, anche se riconosce che parti\u2019 senza essere preparato, \u201cfu incredibile verificare quello che potevo fare con il mio corpo impigrito\u201d. \u201cOra potrei essere a casa, comodamente seduto sul mio divano preferito con una tazza di cioccolata bollente. Invece, con un freddo incredibile, mi sono rintanato in un anonimo caff\u00e8 ai piedi del versante francese dei Pirenei, in un paesino medievale<br \/>\nminuscolo dal nome di Saint-Jean-Pied-de-Port. \u00c8 qui che comincia il mio pellegrinaggio verso Santiago de Compostela. Al solo pensiero della lunga marcia che mi aspetta, sento il bisogno di riposare&#8230;&#8221;<br \/>\n\u00c8 una nuvolosa giornata di giugno quando questo noto pigrone, decide di lanciarsi in quella che ritiene un&#8217;impresa folle, ma che &#8220;sente&#8221; di dover tentare. Nonostante il successo professionale, si sente spinto da un vuoto interiore a cercare risposte spirituali. Armato di uno zaino che pesa undici chili, del bastone del pellegrino e di un paio di pedule, si avvia lungo il Camino Franc\u00e9s. Con curiosit\u00e0 e senso dell&#8217;umorismo, osserva e descrive posti remoti e affascinanti; racconta i suoi incontri con gli abitanti del luogo e con i pellegrini; annota i silenzi e le conversazioni, il senso di estraneit\u00e0 e di comunione con gli occasionali compagni di viaggio, la spossatezza e il dubbio, il bisogno di essere aiutato e la disponibilit\u00e0 ad aiutare, l&#8217;amicizia e quegli istanti<br \/>\nsorprendenti, che ripagano di tutte le difficolt\u00e0 affrontate. Arrivato a Leon in quell\u2019estate 2001, di fronte alla cattedrale si rese conto che il suo corpo non poteva dare di pi\u00f9 e che doveva abbandonare. Pero\u2019 trovo\u2019 le forze sufficienti per finirlo. La sua opera, dal titolo \u201c Ich bin dann mal weg \u201c, fu il detonatore dell\u2019aumento dei pellegrini tedeschi durante il 2007 ed anni seguenti.<br \/>\nNel 2001 i pellegrini tedeschi furono 3693; nel 2004, anno santo, 6815, nel 2005= 7155, nel 2006= 8097, nel 2007 furono d\u2019un colpo 13837 ed oggi arrivano a 15-16000 ogni anno. Quello che noi hospitaleri vediamo \u00e9 confermato dal numero di \u201ccompostelas\u201d emesse a Santiago. L\u2019umorista tedesco ha fatto in modo che un buon numero di tedeschi si ponessero in cammino, dopo aver letto il libro, cercando le stesse esperienze dell\u2019autore che riflette, sempre in chiave umoristica, sull\u2019essere umano, la vita e la religione&#8221;. &#8220;Un viaggio fuori dal normale e che riempie di felicit\u00e0\u201d, \u201cda fare in solitudine\u201d, \u201cbisogna andarci da soli poich\u00e9 nel corso del cammino si conoscono altri pellegrini con cui fare amicizia\u201d anche se scolpiti nella sua memoria restano \u201c le vesciche ai piedi e la solitudine\u201d &#8230; Tra le cose che valgono la pena, lo scrittore cita Santiago di Compostella e la sua piazza dell\u2019Obradoiro, dove ogni pellegrino deve fermarsi, non solo per la sua bellezza, ma per riflettere sui giorni di cammino passati.<br \/>\nInfatti, dopo aver sofferto dolori alle ginocchia, caldo, pioggie improvvise, avventure e sventure, lo scrittore si concede il lusso di prendere una stanza nel Parador Hostal de los Reyes Cat\u00f3licos : &#8220;per avere un meritato riposo, ma anche per godere della sua eccellente cucina&#8221;. Per coloro che hanno ancora forze e voglia di vedere pi\u00f9 cose, Hape suggerisce il pezzo finale di lusso per il cammino: Finisterre ed il suo faro, &#8220;dove si puo\u2019 godere la bellezza della terra gallega&#8221;.<\/p>\n<h1>The way- Il cammino per Santiago &#8211; film del 2010 scritto e diretto da Emilio Estevez, che attinge all\u2019opera \u201c Off the Road: a Modern-day Walk Down the Pilgrim&#8217;s Route into Spain\u201d di Jack Hitt.<\/h1>\n<div style=\"width: 534px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/vagabond3.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/the-way-the-movie-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" \" alt=\"\" src=\"http:\/\/vagabond3.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/the-way-the-movie-3.jpg\" width=\"524\" height=\"411\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">The Way regia di Emilio Estevez<\/p><\/div>\n<p>Risultato della collaborazione tra Emilio Estevez ed il padre Martin Sheen per omaggiare e promuovere il Cammino di Santiago, \u00e8 dedicato al nonno, Francisco Estevez e rappresenta anche un ritorno della famiglia Estevez alla terra di origine (la Galizia). Il padre dell\u2019attore e nonno del regista, infatti, nel 1914 emigr\u00f2 da Salceda de Caselas per gli Stati Uniti. Martin Sheen \u00e8 un medico americano che arriva in Francia per recuperare i resti del figlio morto in una tempesta sui Pirenei nella prima tappa del Cammino Franc\u00e8s. Il padre ha una mentalit\u00e0 conservatrice e uno stile di<br \/>\nvita abitudinario, al quale il figlio aveva risposto con un&#8217;esistenza randagia ma libera. Uomo stanziale e avverso a qualunque imprevisto, si trova in Europa, luogo lontano e troppo diverso per i suoi provinciali occhi. Cercando di dare un senso a questa perdita, decide di continuare lo storico pellegrinaggio, lasciandosi alle spalle la sua vita in California, per fare completare alle ceneri del figlio quel percorso che evidentemente desiderava. Parte da Saint Jean Pied de Port nel versante francese dei Pirenei verso Santiago de Compostela, nella regione spagnola della Galizia, 800 km del pellegrinaggio pi\u00f9 famoso e &#8220;mondano&#8221;, che anche laici incalliti hanno intrapreso per curiosit\u00e0. Presto scopre che non sar\u00e0 solo durante questo cammino, incontrer\u00e0 altri pellegrini, provenienti da tutto il mondo, e uniti dal desiderio di comprendere il significato delle proprie vite. Nell&#8217;inevitabile mescolanza con loro, sar\u00e0 costretto ad abbandonare la sua anglosassone riservatezza e a mettere le sue idee un po&#8217; sclerotizzate a confronto con altra umanit\u00e0.. E intanto sole e pioggia, afa e freddo, ostelli e qualche albergo pi\u00f9 confortevole, mal di piedi e stanchezza, chiacchiere e discorsi, cibo e vino, il tutto punteggiato da alcune disavventure tecniche, raccontate con qualche eccesso &#8220;folkloristico&#8221; tipico dell&#8217;americano quando parla di cose<br \/>\neuropee. E splendidi paesaggi e la maestosa cattedrale nel finale, con il rito spettacolare del gigantesco turibolo fumante che ondeggia lungo le navate a velocit\u00e0 sempre crescente. Senza dare risposte religiose, senza &#8220;illuminazioni&#8221;, con umanit\u00e0, qualche &#8220;buonismo&#8221; di troppo, ma anche con alcune parentesi ironiche e con una percepibile, delicata partecipazione, il film racconta un viaggio importante, che conceder\u00e0 non la consolazione, ma almeno il necessario stacco che consente un&#8217;adeguata elaborazione del lutto. Il chiuso borghese americano capir\u00e0 che bisogna avere qualcosa che ci trascini con forza attraverso una vita, che altrimenti non avrebbe senso, priva di stimoli, stancamente aggrappata a piccolezze quotidiane, ripiegata su se stessa, senza curiosit\u00e0 verso tutto il meraviglioso esterno che ci circonda, natura, persone, cibi, modi di essere, la vita vera insomma. Prima ancora di essere un viaggio sull\u2019elaborazione del lutto e prima ancora di essere il pellegrinaggio, reale e allo stesso tempo immaginato, the way sembra essere quasi un filmino intimo di famiglia. Al termine del viaggio riesce a capire che cosa significhi essere un<br \/>\ncittadino del mondo e scopre la differenza fra &#8220;la vita che viviamo e quella che scegliamo di vivere&#8221;.<br \/>\nIl risultato dell\u2019uscita del film negli States nel 2011 ha provocato un\u2019ondata di arrivi di pellegrini americani nel 2012 confermata dalle statistiche di Santiago in raddoppio e dai dati provvisori del 2013 : nel 1989 erano 22 pellegrini, nel 1993= 262; dal 1999 in poi stabili sui 1500; anno santo 2004 = 2028 pellegrini; 2005 = 2047; 2006 = 1909; 2009= 2540; anno santo 2010 = 3334; 2011 = 3726; 2012 &#8211; 7071 pellegrini!<\/p>\n<h1>O diario de um mago \u00e8 un romanzo scritto da Paulo Coelho e pubblicato nel 1987 (edito in Italia nel 2001 con il titolo Il Cammino di Santiago).<\/h1>\n<div style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/enlightenyourday.com\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/Paulo-Coelho-the-road-to-Santiago.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/enlightenyourday.com\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/Paulo-Coelho-the-road-to-Santiago.jpg\" width=\"500\" height=\"500\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Paulo Coelho a Santiago de Compostela<\/p><\/div>\n<p>Dopo aver compiuto il pellegrinaggio a Santiago de Compostela nel 1986, l&#8217;anno dopo pubblica il suo primo libro su questa esperienza in cui si trovano le prime tracce di quello che sar\u00e0 il tema<br \/>\nricorrente della sua produzione: lo straordinario risiede nel cammino delle persone comuni. Vende appena 900 copie nella sua prima edizione, per poi esplodere nel 1990. Il successo di questo libro \u00e8 considerato una delle cause che ha contribuito a ridare popolarit\u00e0 a questo pellegrinaggio in Brasile prima, in Europa poi. Il libro, per la sua rilettura del Camino in chiave spiritistica ed esoterica, \u00e8 considerato vicino ad una certa religiosit\u00e0 New Age piuttosto che a quella cristiana. L&#8217;autore racconta il motivo della sua esperienza: il ritrovamento della &#8220;Spada&#8221;, perch\u00e9 vuole essere un mago di un ordine massonico R.A.M. che si occupa di riti magici, i &#8220;riti della Tradizione&#8221;. Egli \u00e8 giunto al termine del cammino e della serie di prove per divenire mago dell&#8217;ordine, ma gli manca la ricerca della propria Spada di stregone, necessaria per la cerimonia finale. La spada si trova al termine del Cammino di Santiago che Coelho avrebbe dovuto percorrere da Saint Jean Pied de Port fino a Santiago. Nel romanzo vengono mescolate in pi\u00f9 occasioni, la devozione a personaggi tipici della fede cattolica, come Ges\u00f9 Cristo e San Giacomo, con pratiche esoteriche, rituali magici e concezioni religiose di natura antitetica rispetto a quella cristiana.<br \/>\nNato a Rio De Janeiro il 24 agosto 1947 da una famiglia borghese, Coelho sin da giovane mostra il suo rifiuto per ogni regola di comportamento imposta, il che lo porta a contrasti con la madre. A detta di Coelho, \u00e8 lei che lo fa ricoverare in un ospedale psichiatrico nel 1965 e nel 1966, convinta che le ribellioni del figlio siano da imputare a malattia mentale. Nel 1967 viene sottoposto a terapia da elettroshock. Dopo un breve periodo in cui si dedica agli studi di economia, nel 1970 li abbandona per partire alla scoperta del mondo, in pieno nella cultura hippie del periodo, ma<br \/>\nsoprattutto per evitare il rischio di venire internato nuovamente. Nel 1971 conosce Raul Seixas, poeta e cantante ribelle, di cui scriver\u00e0 le presentazioni delle tre opere pubblicate tra il 1973 e il 1976. Con Seixas si unir\u00e0 alla Societ\u00e0 Alternativa, dedita a pratiche di magia nera, e pubblicher\u00e0 strisce satiriche a fumetti. Nel 1974 viene arrestato come sovversivo dalla dittatura brasiliana, ma riesce a convincerli di essere pazzo e viene liberato. Abbandona l\u2019attivismo politico e parte per Parigi, nel 1980, con la prima moglie. Vi resta un solo anno e ritorna in Brasile. Nel 1979 incontra una vecchia amica, Christina Oiticica, che diventa la sua seconda moglie. In Olanda conosce J., alchimista, che utilizza i segreti della Grande Opera; ne &#8220;Il Cammino di<br \/>\nSantiago&#8221; afferma di essere diventato membro di un gruppo denominato RAM (Regnus Agnus Mundi), con J. suo Maestro. Tuttavia, l&#8217;esistenza del gruppo e il nome latino sono incerti poich\u00e9 i suoi libri ne sono l&#8217;unica fonte.<\/p>\n<h1>Shirley McLaine<\/h1>\n<div style=\"width: 317px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/ecx.images-amazon.com\/images\/I\/51GXrEd0wzL.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/ecx.images-amazon.com\/images\/I\/51GXrEd0wzL.jpg\" width=\"307\" height=\"500\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Copertina del libro &#8220;The Camino&#8221; di Shirley MacLaine<\/p><\/div>\n<p>Non poteva mancare nel Cammino di Santiago una star come Shirley MacLaine, affermata attrice protagonista di deliziose commedie sentimentali come &#8220;Irma la dolce&#8221; (1963), vincitrice di vari premi, come l\u2019Oscar nel 1984, vari Emmy Awards e Globi d&#8217;oro. Negli ultimi anni vive con tutto il suo interesse nel mondo spirituale piuttosto che in progetti cinematografici. \u00c8 autrice inoltre di vari best-sellers sullo stile \u201cnew age\u201d. Il suo debutto avviene giovanissima con la famosissima (per noi vecchietti) pubblicit\u00e0 della crema solare \u201cCoppertone\u201d e nel 1955 nel film di Alfred Hitchcock \u201cLa congiura degli innocenti\u201d. Nel 1984, dopo varie nominations, conquista finalmente l\u2019Oscar come miglior attrice per \u201cVoglia di tenerezza\u201d, con Debra Winger e Jack Nicholson. Nel 1994 venne scoperta mentre percorreva il Cammino, confusa tra i pellegrini. La star inizi\u00f2 il Cammino dalla Francia per affrontare una crisi personale. Cammin\u00f2 circa 20km al giorno, convers\u00f2 con altri pellegrini, visit\u00f2 chiese e si alloggi\u00f2 nelle locande. Frutto di questo viaggio, nacque la sua opera &#8220;Il Cammino, un viaggio spirituale&#8221;, dove ci offre la sua singolare visione di questo itinerario attraverso due livelli, quello fisico e quello spirituale. In questo libro si pu\u00f2 vedere il significato del suo pellegrinaggio: &#8220;Il Cammino di Santiago di Compostela si trova direttamente sotto la Via Lattea, segue linee che riflettono l&#8217;energia dei sistemi stellari sospesi sopra di lui&#8230; \u00e8 stato percorso durante centinaia d&#8217;anni da santi, peccatori, militari,<br \/>\ndisadattati, re e regine. Il viaggio si fa con l&#8217;intenzione di trovare il pi\u00f9 profondo significato spirituale dell&#8217;essere e prendere decisioni riguardanti i problemi interni&#8230;<br \/>\nDurante il mio viaggio verso ovest lungo il Cammino, ebbi la sensazione di retrocedere nel tempo fino al luogo dove cominciarono le esperienze che hanno fatto di me e della razza umana quello che siamo adesso&#8221;. Si d\u00e0 il fatto che nel corso del suo viaggio, lei rivisse esperienze di vite precedenti, nel ciclo delle reincarnazioni successive, come ad esempio, la sua vita come ragazza di colore all&#8217;epoca di Carlo Magno. Non si possono vedere cifre statistiche che denotino la sua influenza sulla frequentazione di anglosassoni sul cammino, ma \u00e9 certo che la New Age in generale<br \/>\nha influito molto.<\/p>\n<h1>Priez pour nous \u00e0 Compostelle- 1978 (alla conquista di Compostela) di P. Barret e J. Gurgand<\/h1>\n<div style=\"width: 369px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.laporterie.com\/images\/large\/priez_pour_nous_a_compostelle.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.laporterie.com\/images\/large\/priez_pour_nous_a_compostelle.jpg\" width=\"359\" height=\"600\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">La copertina di &#8220;Priez pour nous \u00e0 Compostelle&#8221; di P. Barret e J. Gurgand<\/p><\/div>\n<p>Migliaia di persone, bisaccia in spalla e bordone in mano, lasciavano le citt\u00e0, i castelli, i villaggi e prendevano il cammino di Compostella. Genti di ogni tipo e di ogni paese, partivano, cuori ardenti, a cercare la loro salvezza alla fine delle terre d&#8217;Occidente, l\u00e0 dove il mare un giorno aveva deposto il corpo dell&#8217;apostolo Giacomo. Pierre Barret e Jean-No\u00ebl Gurgand, che nel loro romanzo fanno rivivere il Medio Evo, sono andati a piedi da V\u00e9zelay a Compostella, sugli stessi cammini e sotto gli stessi cieli. La loro opera ci descrive chi erano questi pellegrini, cosa cantavano, i loro problemi quotidiani, le loro preghiere, cosa mangiavano, insomma cos\u2019era la loro vita. Dopo secoli, seguendo il loro racconto della vita di questi uomini e donne in cerca di<br \/>\n\u201crassicurazione\u201d, anche voi farete il cammino di Santiago. Il libro-viaggio di Barret e Gurgand (tutti e due deceduti), \u00e9 del 1978, \u00ab Priez pour nous \u00e0 Compostelle \u00bb, in due parti: la prima storica, la seconda che racconta il loro cammino dell\u2019anno prima fino a Santiago. Questo libro ha giocato un ruolo molto importante in Francia per il rinascimento del pellegrinaggio verso Compostella. E\u2019 il racconto del pellegrinaggio a Santiago basato sulla lettura di 15 diari di viaggio di pellegrini del passato e sulla loro esperienza diretta attuale. Ecco una serie di questioni da loro trattate:<\/p>\n<ul>\n<li>Perch\u00e8 partire? Desiderio di meditare, pregare, trovare Dio in un\u2019ascesi legata al cammino, di santificarsi e rinascere come \u201cuomo nuovo\u201d. Oppure voto personale come ringraziamento; prima di partire si faceva testamento e si veniva benedetti. *Simboli: bordone, bisaccia, borraccia e conchiglia. \u201cL\u2019uomo \u00e8 rimasto pellegrino nell\u2019anima. E\u2019 forse ancora col suo passo, sui terrapieni e sui fossati, che si misura la distanza che porta dalla terra al cielo\u201d. *Solo due apostoli sono sepolti in Occidente: Giacomo e Pietro, grande importanza delle loro tombe.<\/li>\n<li>La circolazione, nei pellegrinaggi, non si canalizzava secondo qualche grande arteria, ma si espandeva in una moltitudine di piccoli vasi [Marc Bloch]. Ad esempio, molti italiani provenienti da Pisa o Firenze valicavano le Alpi attraverso il difficile passaggio del gran San Bernardo, anzich\u00e9 seguire la via pi\u00f9 diretta che passava lungo la costa da Genova a Nizza. Ma ci\u00f2 lo si deve al fatto che le invasioni barbariche avevano reso impraticabile l\u2019Aurelia.<\/li>\n<li>Il pellegrino percorre quotidianamente dai 30 ai 40 km, mentre 60 km \u00e8 la tappa normale di un cavaliere in missione. Non si hanno mai notizie di montature (cavalli o asini), in genere riservati agli ecclesiastici. \u201cAttorno alle reliquie del cammino, seduti sulla paglia delle chiese, i pellegrini amano queste lunghe veglie dove la fatica del giorno, la luce delle candele, l\u2019odore dell\u2019incenso rendono vicino e per cos\u00ec dire famigliare l\u2019ineffabile mistero di Dio. Con la testa imbevuta di leggende e di miracoli, il pellegrino non vive pi\u00f9 nel secolo. Vive in un\u2019altra dimensione\u201d.<\/li>\n<li>I pellegrini non sono asceti. Gli piace mangiare bene, anche per recuperare le forze.<\/li>\n<li>Senza la carit\u00e0 il pellegrinaggio non avrebbe certamente mai raggiunto una simile espansione, n\u00e9 suscitato cos\u00ec tanto fervore; la carit\u00e0 santifica tanto chi la chiede come chi la fa; richiede un atteggiamento di umilt\u00e0, che \u00e8 una forma di preghiera.<\/li>\n<li>\u201cIn un mondo dove il sacro \u00e8 dovunque tangibile, palpabile, la reliquia \u00e8 una manifestazione elementare, accessibile a tutti, della presenza di Dio\u201d: Jean-Noel Gurgand era giornalista al Nouvel Obs, specialista di Israele. Pierre Barret era giornalista, scrittore, storico e autore di canzoni per Michel Sardou. Direttore del giornale \u201cL&#8217;Express\u201d e poi della radio Europe 1, era il compagno di Mireille Darc.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In quegli anni erano pochissimi i pellegrini a Santiago. Le statistiche della cattedrale ci dicono che nel 1977 furono 31 pellegrini in totale, nel 1978 solo 13. Negli anni \u201880 si passa a 200-400-600 fino alla crescita forte del 1986 a 1801 totali (500 francesi in media), che si prosegue negli anni successivi fino al boom dell\u2019anno santo 1999 (154613 di cui 4016 francesi) e del 2000 (55004 di cui 3926 francesi) che preludono i dati delle compostelas attuali (stabili per i francesi).<\/p>\n<p>Vorrei chiudere questo testo con le loro parole, che mi hanno spinto sul cammino senza sapere cosa fosse in realt\u00e0: \u00ab Di terra, di roccia, di pietre ordinate, di foglie morte, di fango, di sabbia o di selciato, tra la mattina e la sera c\u2019\u00e9 il cammino. Questo cammino \u00e9 ossessivo. Graffia le dorsali delle colline spelacchiate, sonnecchia nei dintorni degli stagni, taglia dritto i paesaggi in<br \/>\ndue parti nette. Ma non \u00e9 questo che conta. Quello che conta \u00e9 che porta a Santiago e che l\u00e0 saprete qualche cosa di pi\u00f9 su voi stessi. Come se, consumando i vostri piedi sulla strada, voi consumate anche il vecchio che c\u2019\u00e9 in voi. Alla fine del cammino, purificato, perdonato, tu sarai qualcun\u2019altro. Chi sarai allora?\u00bb<\/p>\n<p>Buon cammino, Flavio<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.finisteretourisme.com\/sites\/default\/files\/imagecache\/hqitem_page\/hqitem\/pageimg\/pointe-finistere.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"Cabo Finisterrae\" src=\"http:\/\/www.finisteretourisme.com\/sites\/default\/files\/imagecache\/hqitem_page\/hqitem\/pageimg\/pointe-finistere.jpg\" width=\"667\" height=\"185\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non tutti quelli che vengono sui cammini diventano scrittori, ma alcuni influiscono sulla frequentazione di questi itinerari moderni con i loro libri. Le esperienze vissute incidono sull\u2019immaginario della gente che viene a cercare, pi\u00f9 o meno, le stesse cose. 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