{"id":1,"date":"2013-09-03T15:50:03","date_gmt":"2013-09-03T15:50:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/?p=1"},"modified":"2017-05-05T17:25:49","modified_gmt":"2017-05-05T15:25:49","slug":"ciao-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/?p=1","title":{"rendered":"Io non sono un pellegrino&#8230;"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: right;\"><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-102\" style=\"margin: 5px 10px;\" src=\"https:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/flavio-150x150.jpg\" alt=\"flavio\" height=\"150\" width=\"150\">Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute et conoscenza.<\/em><br \/>\nDante<\/h2>\n<h2>Buon cammino!<\/h2>\n<p>Io non sono un pellegrino nel vero senso del termine, piuttosto un camminante che visita ed osserva quel mondo l\u00e0\u2026 Ho studiato un po\u2019 di storia medievale dopo il mio primo cammino ed ho letto dei racconti e delle storie di tutti i generi sui cammini: alcune molto belle e toccanti, altre troppo impregnate di estasi e beatitudini e di luce dall\u2019alto e dal basso da non poterne pi\u00f9. Ma penso di poter scrivere di quelle piccole cose che succedono tutti i giorni, che si sia pellegrino, camminante o turista. Non posso parlare di grande spiritualit\u00e0, ma posso descrivere i sentimenti semplici che ritmano la vita di ogni giorno sui cammini, le abitudini cosi\u2019 normali come alzarsi e vestirsi al mattino, infilare gli scarponi, prendere lo zaino in spalla e cominciare a camminare\u2026<br \/>\nLa parola Peregrinus fa riferimento a \u00ab&nbsp;per agra&nbsp;\u00bb (attraverso le terre, i campi), cio\u00e9 a colui o colei che abbandona la sua casa e parte in cammino, diventando cosi\u2019 un senza domicilio fisso moderno. Ma questa parola ci lascia intravedere anche delle esperienze fuori dal quotidiano e l\u2019apprendimento di un modo differente di vivere. Insomma, il pellegrino \u00e9 colui che, affrontando pericoli e percorrendo terre a lui sconosciute, trasforma le sue esperienze in conoscenza e saggezza, vivendo fuori dai canoni \u00abnormali&nbsp;\u00bb. Da qui lo stupore e talvolta l\u2019ammirazione di gente che viene a sapere che hai marciato km e km a piedi per dei giorni interi\u2026e che ti chiede: perch\u00e9?<br \/>\nMa chi sono poi questi pellegrini&nbsp;??? La polemica a proposito dei veri e falsi pellegrini si ravviva spesso. E\u2019 vero che il cammino, come quasi tutto, si \u00e9 volgarizzato, tutto si \u00e9 mescolato tra trekking e cammino. Vestirsi da pellegrino non fa il pellegrino\u2026 anche se certi fanatici rivendicano questo come un crisma di autenticit\u00e0! I turisti abbondano, ma puo\u2019 darsi che finiscano il loro cammino come dei pellegrini autentici. Ed \u00e9 vero che le sfumature sono infinite nel nostro modo di fare il cammino. Ci sono quelli che pretendono di fare il cammino perfetto con un controllo stretto su ogni tappa, su ogni pausa, su ogni rifugio, su ogni euro speso. Ci sono quelli, i bulimici, che ne vogliono sempre di pi\u00f9, di km, e quelli che cercano l\u2019esoterismo e le luci cosmiche dappertutto. Il cammino soddisfer\u00e0 i loro desideri e riempir\u00e0 di esperienze tutta questa gente, secondo il loro spirito e le loro coscienze&#8230;<\/p>\n<h2>Il cammino<\/h2>\n<p>Il cammino \u00e9 in realt\u00e0 il nostro cammino, perch\u00e9 \u00e9 quasi impossibile sottrarsi alla nostra propria soggettivit\u00e0. Passo dopo passo, seguiamo questo cammino segnalato con frecce gialle e punteggiato da chiese e villaggi che alimenta il nostro immaginario privato, anche se poi va a fondersi nell\u2019immaginario collettivo. Il cammino va diritto, talvolta, o serpenteggia, sale e scende, si f\u00e0 rischioso o facile; sono delle circostanze che bisogna saper assumere, anche se oggi alcuni saltano, tagliano via le parti dure o difficili o noiose, come si salta da un programma all\u2019altro alla televisione. Il cammino \u00e9 anche il risultato medio tra le nostre aspettative e la realt\u00e0, tra il desiderio, la voglia e la nostra resistenza fisica e mentale, tra l\u2019incognita dell\u2019inizio con le sue paure e speranze e la gioia della fine, dello sforzo accompiuto. Talvolta arriviamo a sublimarci, ma spesso quello che noi siamo nella vita reale emerge e ci condiziona, qui sul cammino, ed allora vediamo il barare con se stessi, la ricerca del pi\u00f9 facile, la furbizia e le diverse facce dell\u2019umanit\u00e0 che si installano, facendo il gioco ed il profitto di quelli che ne fanno un business.<\/p>\n<h2>I due bordi<\/h2>\n<p>Talvolta noi dimentichiamo che la vita ha due bordi. Noi nasciamo e la corrente della vita ci porta inevitabilmente alla morte. Anche il cammino ha due bordi, il dentro ed il fuori, l\u2019inizio e la fine, la vita reale e la vita sul cammino, la realt\u00e0 e l\u2019irrealt\u00e0 che si seguono e spesso si mescolano. Penso che il soggettivo e l\u2019oggettivo vanno sempre insieme perch\u00e9 l\u2019assoluto non esiste, non c\u2019\u00e9 oggetto senza soggetto, materia e spirito vanno insieme, ogni cosa ha la sua controparte. E\u2019 vero che tra un bordo e l\u2019altro, ci siamo noi, come tra cielo e terra, ed anche se sono mutevoli, ognuno di noi puo\u2019 riuscire la mediazione con la sua presa di coscienza. Ad ogni passo possono dialogare il mondo e l\u2019io, fondersi il corpo e lo spirito.<\/p>\n<h2>Dal fondo del cuore<\/h2>\n<p>Questo punto di mediazione, di cui parliamo, \u00e9 in verit\u00e0 il nostro cuore, a met\u00e0 strada tra l\u2019alto ed il basso, tra la destra e la sinistra. La mediazione del cuore si manifesta come un accordo tra sistole e diastole, tra pieno e vuoto, tra dentro e fuori. Talvolta \u00e9 qui che si produce l\u2019alchimia del Cammino. Le aritmie del carattere, le irregolarit\u00e0 del cammino devono risolversi nel cuore. Il suo battito d\u00e0 l\u2019impulsione, si fonde, danza con il nostro passo. Non sono forse i piedi e le gambe che fanno battere pi\u00f9 o meno forte il nostro cuore? E\u2019 per questo che c\u2019\u00e9 un cuore fisico e uno psichico e uno spirituale: chi lo sa&nbsp;? Puo\u2019 darsi che \u00e9 per questo che non bisogna confondere la fatica delle gambe e quella dello spirito. E\u2019 il cuore che cammina. Se il cammino non ha cuore, tutto diventa solo una passeggiata. Bisogna poi leggere il cammino con gli occhi del cuore per scoprire bugie ed illusioni&#8230;<\/p>\n<h2>Lo scopo.<\/h2>\n<p>Noi andiamo a Compostella, all\u2019Oceano della \u00ab&nbsp;Fine della terra&nbsp;\u00bb, a 800-900 km circa dal punto di partenza, che per molti \u00e9 a St Jean Pied de Port-Garazi o Roncisvalle-Orreaga. E malgrado il fatto che ci restano da percorrere molti km, il cammino rimane nello stesso tempo mezzo e fine. In realt\u00e0 non ti porta da nessuna parte&#8230; forse, puo\u2019 darsi, a te stesso. Questo \u00e9 il paradosso. Compostella e Finisterre erano gi\u00e0 in noi prima, durante ed alla fine della marcia. Il cammino ti avvicina un poco pi\u00f9 a te stesso, ma ti ricorda anche chi tu sei gi\u00e0, qui, ora, in questo momento preciso. Ad ogni passo tu arrivi ad \u00abessere\u00bb, essendolo, te stesso. Ma per questo \u00e9 necessario che il nostro IO mantenga la direzione scelta marciando verso lo scopo, che sia la tomba, la chiesa, l\u2019oceano, la montagna sacra, quel luogo dove l\u2019odio scomparir\u00e0 per fare posto all\u2019amicizia ed alla fratellanza.<\/p>\n<h2>Uno sforzo eroico?<\/h2>\n<p>Ma questo luogo non puo\u2019 trovarsi all\u2019angolo della strada, n\u00e9 essere parte del tuo quotidiano, dato che appartiene a questa specie di mondo strano dove si trovano le chiavi di una possibile trasformazione. Solo gli eroi si mettono in cammino senza nessuna condizione, e noi non siamo eroi.. anche se qualcuno lo crede davvero. In questo andare, noi sacrifichiamo il confort per lo sforzo, il superfluo per l\u2019essenziale. Faremo uno sforzo sovrumano come marciare 40km al giorno con il peso dello zaino sulle spalle, perch\u00e9 in fondo si tratta proprio di questo, di superare lo stato di umano moderno normale per affiancare per una volta gli dei dello stadio, gli eroi dei tempi antichi. Con il nostro coraggio, un po\u2019 d\u2019amore e di saggezza, che non devono mancare, affronteremo tutti gli ostacoli. Appariranno vesciche e tendiniti, dubbi e fatica, le cattive compagnie e tentazioni. Tutto cio\u2019 far\u00e0 parte di un cammino iniziatico da cui ognuno, speriamo, ritorner\u00e0 pi\u00f9 saggio e cosciente. Non \u00e9 possibile affrontare il cammino con gli stessi riti quotidiani, con le stesse esigenze della vita normale. Bisogna saper attendere il momento opportuno, l\u2019inizio del camminare, il luogo di riposo o di pausa. Bisogna saper digiunare anche quando forse il nostro corpo non lo desidera. Bisogna saper pensare per non precipitarsi, per non dire cose che davvero non si vorrebbero dire. Il cammino ci porta alla temperanza, a una migliore gestione delle nostre forze, a meglio percepire gli altri, a essere pi\u00f9 aperti. Ma questo non ci riguarda tutti, ci saranno sempre quelli che non vogliono, non possono arrivarci e non capiscono \u201clo spirito del cammino\u201d.<\/p>\n<h2>Una lotta dopo l\u2019altra.<\/h2>\n<p>La lotta comincia al mattino quando ci si sveglia (o ci svegliano con poco tatto e rispetto) e prepariamo lo zaino. Comincia anche dalla colazione che l\u2019albergatore ha promesso in cambio del nostro denaro e scopriamo la triste realt\u00e0 di un caff\u00e9 acquoso, del pane secco, della marmellata scadente, anche se talvolta avremo pure delle gradite sorprese. Cosi\u2019 cominciamo a camminare cinque, sei, sette od otto ore per arrivare al rifugio seguente. E\u2019 una lotta dura, appena il tempo di fare una piccola pausa e di masticare qualcosa. Il peso del sacco si aggiunge ai dolori mutevoli che passano ogni giorno da un piede ad un ginocchio, da una articolazione ad un tendine. Infine si arriva alla meta quotidiana, ma non \u00e9 ancora finita; un\u2019altra lotta si presenta, spiacevole. Bisogna decidere in quale rifugio andare, dove mangiare, se ci sar\u00e0 posto al rifugio, un letto od un materasso per terra o niente di niente. Bisogner\u00e0 sperare che la doccia ed i servizi funzionino, che ci sia acqua calda per tutti, che la sporcizia accumulata per anni ci permetta di mangiare e di riposare, che l\u2019ospitalero o l\u2019albergatore non abbiano, come spesso, un brutto carattere e delle brutte abitudini (una incognita che puo\u2019 fare di un ottimo albergue un posto orribile ed invece di una catapecchia un rifugio migliore\/NDA: nota dell\u2019autore, hospitalero veterano). La coabitazione non sempre \u00e9 facile quando sono in molti a dormire nella stessa stanza e c\u2019\u00e9 solo una toilette, un lavabo. Una lotta segue un\u2019altra e variano le qualit\u00e0 dell\u2019albergue e dell\u2019accoglienza. E\u2019 quasi certo che la lotta \u00e9 interminabile; lotta che d\u2019altronde non deve diventare sanguinolenta come successe in vari rifugi in Galizia nel 2004 per l\u2019anno santo. Il cammino \u00e9 lotta, ma appare anche come un gioco iniziatico, preparazione alla vera lotta che \u00e9 la nostra propria vita. Eh si\u2019! Quello che si nasconde dietro la vernice della quotidianit\u00e0 \u00e9 in fondo una lotta terribile. Essere qualcuno, riuscire, formare una famiglia, studiare, coltivare le proprie amicizie e participare a questa societ\u00e0 mobile e mutevole, non \u00e9 davvero facile. Ce lo dimostra la grande quantit\u00e0 di persone toccate nel cervello o nevrotiche in quella che noi chiamiamo \u00abnormalit\u00e0\u00bb o vita reale. Cosi\u2019, alla fine del cammino, ci aspetta la ripresa della lotta, la vera lotta, ma, ci sia concesso, con un po\u2019 pi\u00f9 di forza di prima. O, talvolta, affondati ancora di pi\u00f9 nei nostri deliri o persi sui cammini per sempre.<\/p>\n<h2>Tempi e distanze<\/h2>\n<p>Vedo talvolta gli atleti del cammino, i bulimici dei chilometri. E\u2019 curioso che la competizione come spettacolo consista nel correre pi\u00f9 forte, saltare pi\u00f9 alto, sollevare pi\u00f9 peso o lanciarlo pi\u00f9 lontano. E\u2019 probabile che il nostro animo infantile sia intrattenuto con queste prodezze come se il tempo e la distanza non avessero che il solo valore del loro peso o della loro velocit\u00e0. Se possiamo misurarli, allora hanno un valore. Senno\u2019, no? La vita \u00e9 ineffabile per il nostro sguardo oggettivo; si f\u00e0 e si disfa perch\u00e9 la sua misura \u00e9 smisurata come la sua complessit\u00e0. E\u2019 come se si discutesse del valore dell\u2019amore o della libert\u00e0\u2026non hanno prezzo\u2026 Noi viviamo nel mito della velocit\u00e0: se tu sei rapido, sei OK. Lavorare velocemente, viaggiare velocemente, acquistare velocemente. Pi\u00f9 il tuo computer \u00e9 veloce, pi\u00f9 sei alla moda. Veloce e miniaturizzato. Gli umani come le formiche, miniaturizzati. Non voglio oppormi ai vantaggi delle nuove tecnologie, sarebbe assurdo, pero\u2019 dimentichiamo qualcosa di basico. I computers di oggi sono molto pi\u00f9 potenti di quelli che participarono all\u2019impresa del primo uomo sulla luna, ma la stupidit\u00e0 umana non \u00e9 certo diminuita nella stessa proporzione. Si legge molto poco, si scrive male, molte poche idee e troppe opinioni. Niente sfumature nei discorsi, niente ascolto, troppi dogmi e verit\u00e0 non dimostrate, \u00ab&nbsp;visto alla televisione&nbsp;\u00bb diventa l\u2019accettazione supina di ogni bufala. Che cosa ci facciamo allora con i nostri computers super veloci se la nostra capacit\u00e0 creativa si \u00e9 ridotta? Tu prendi un aereo ed in un\u2019ora sei su di un altro continente, con un altro clima, altra gente ed altri usi e costumi. Ma il tuo spirito \u00e9 pi\u00f9 lento del tuo cervello, come assimila questi cambiamenti? Il nomade d\u2019altri tempi, il camminante dei tempi andati viaggiava a piedi od in carretto, in barca a vela o cavalcando. Attraversava le contrade con la lentezza dei pianeti, aveva il tempo per mangiare, dormire, discutere in ogni villaggio, in ogni feudo. Questo aereo o questo treno superveloce ci portano talvolta ad una certa arroganza. Il cammino ci obbliga a ritornare a una dimensione perduta, pi\u00f9 umana: quella del camminare. Il pellegrino non dimenticher\u00e0 mai che cosa significhi marciare per 20-30-40 km al giorno. N\u00e9 lo dimenticheranno i suoi piedi indolenziti. Ma in questa calma andatura, in questo paesaggio di rocce, pietre, campi, passo a passo, si ritrova la libert\u00e0. Anche se dipendenti da un sistema tecnologico, da una automobile e dagli interruttori che fanno funzionare tutto, il camminare \u00e9 per qualche settimana la liberazione dalle strutture societarie moderne. Quando il treno si prepara a partire, sappiamo che questo dipende da un complesso di fattori interconnessi, elettricit\u00e0, coordinazione umana, binari ferroviari, segnaletica, motori&#8230; L\u00e0 lo spirito umano si sente piccolo, non puo\u2019 comprendere tutto il processo n\u00e9 padroneggiarlo, lo subisce. Invece, tu cammini ed \u00e9 fatta&nbsp;! Ti fermi, bevi, fai pausa e stiracchi i piedi, i muscoli, le braccia\u2026<\/p>\n<h2>Uno zaino, un mondo<\/h2>\n<p>Scarpe, calze, pantalone corto e lungo. Cose per la toilette, saccoletto. Cappello e bastone, borraccia e cerata. E poche cose pi\u00f9. E\u2019 incredibile che si possa vivere con cosi\u2019 poco. Si suda al mattino, si lava al pomeriggio, si raccoglie la sera. Ogni giorno lo stesso rituale. Pero\u2019, arrivare a questa semplicit\u00e0 \u00e9 davvero complicato. Fare in modo che il tuo sacco non pesi pi\u00f9 di 7 o 8 kg (NDA: non ci sono mai riuscito!) e nello stesso tempo metterci tutto il necessario e vitale, \u00e9 un lavoro da titani. Perch\u00e9 quello che ci prefiguriamo a proposito dell\u2019insicurezza di un cammino sconosciuto, ingrossa enormemente lo zaino. Se contempliamo tutte le possibili situazioni di un cammino d\u2019un mese circa, il nostro sacco peser\u00e0 tonnellate. Ridurre il necessario, portare l\u2019essenziale, pensarci su profondamente e lungamente. Sapere cio\u2019 che noi portiamo e perch\u00e9. Niente di gratuito. Tutto deve essere meditato e ci saranno delle sorprese e delle scoperte in merito all\u2019utilizzazione di cose a cui non si era pensato prima. Scoprire se stessi ed imparare\u2026.una evoluzione.<\/p>\n<h2>Il peso<\/h2>\n<p>Ma il sacco pesa, anche scegliendo la semplicit\u00e0 estrema. Prima della partenza, il sacco enorme f\u00e0 paura per il suo peso di frivolezze di cui non si puo\u2019 fare a meno. E\u2019 evidente che caricarlo troppo prima del cammino \u00e9 diverso dal portarlo in spalla ogni giorno. Il problema \u00e9 duplice: o portare delle cose che si reputano necessarie e vitali, avendo un peso superiore, o ridurlo allo stretto necessario, rischiando di mancare di cose cruciali. All\u2019inizio si porta di pi\u00f9, il cammino \u00e9 davvero una incertezza. Dopo due o tre giorni e con le prime bolle ai piedi, si entra in una fase ossessiva per scaricarsi del peso superfluo&nbsp;: di questo libro che si voleva leggere, di questo maglione, di queste scarpe in pi\u00f9, di questa guida diventata inutile. Il sacco pesa, questo \u00e9 sicuro, ma si tratta di una necessit\u00e0. Noi siamo degli esseri bisognosi e stiamo cercando la nostra autonomia, libert\u00e0, indipendenza. I servizi del cammino sono precari, ma non \u00e9 il deserto, che diamine! Qual\u2019\u00e9 il giusto mezzo, la scelta giusta? Lo zaino pi\u00f9 o meno pieno, pi\u00f9 o meno vuoto simboleggia la sofferenza inevitabile perch\u00e9 troppo pieno o troppo vuoto prefigura il surplus o il deficit, due facce della stessa medaglia. Vorrei dire che bisogna accettare il peso che si porta. E\u2019 in effetti il peso esatto delle nostre paure meno le nostre sicurezze. Accettarne il peso significa accettare il carico dei nostri condizionamenti, primo passo per potere camminare pi\u00f9 leggeri. Solo tu puoi portare il tuo sacco, un altro saco pi\u00f9 leggero sarebbe fasullo perch\u00e9 il sacco \u00e9 la trasfigurazione del tuo spirito. E\u2019 lui che lo pesa, che lo soffre, che si libera, anche. Pesa lo spirito?<\/p>\n<h2>Delle persone e dei personaggi<\/h2>\n<p>Ogni persona sul cammino \u00e9 un punto mobile che transita da est ad ovest (nel caso del cammino verso Compostella). Ogni punto lascia una traccia nel suo andare ed apre un orizzonte con il suo sguardo. Ogni camminante, nella sua andatura, resta fedele al suo carattere. Un punto non ha dimensione, ed anche la linea non ne ha, perch\u00e9 serve una terza dimensione. La maggioranza della gente che incontriamo sul cammino (e noi pure per loro), sono dei punti o delle linee, appena una immagine od una sequenza. Nella misura in cui ci sintonizziamo con una persona appare una terza dimensione, il punto e le linea diventano piano, sfera, cerchio: amicizia, affetto, amore\u2026<br \/>\nEd in questa multi-dimensionalit\u00e0 c\u2019\u00e9 anche il passato ed il futuro. Si viene da un posto (da dove vieni&nbsp;?) e si va verso un altro (dove vai&nbsp;?). Noi siamo una inerzia del passato ed una proiezione verso il futuro, anche se l\u2019inerzia e la proiezione sono in fondo due lati della stessa cosa. Ma se si potesse risolvere il passato e demistificare il futuro, si potrebbe riconoscere il punto in cui siamo, che si chiama qui ed ora. Noi potremmo vivere l\u2019istante in cui il camminare fa il cammino. Tu incontri l\u2019altro quando sei capace di fermarti al momento presente.<br \/>\nIl cammino puo\u2019 seguire una linea dritta o perdersi in un labirinto, dei meandri che vanno e vengono senza un senso reale. Come nelle ragnatele, nei miraggi e nelle illusioni del cammino si fanno intrappolare le personalit\u00e0 immature, i sogni distrutti dalla durezza del mondo. Sul cammino ci sono dei salvatori e delle vittime, dei templari fantasiosi, delle arpie hospitaliere, dei bonzi del bordone e dei cammini, dei fissati per il cammino. E\u2019 cosi\u2019, ognuno con la sua pazzia ed ognuno con la sua specificit\u00e0, leggeri o gravi. Come se, tra di noi tutti, ci fossimo messi d\u2019accordo, tacitamente, per interpretare ciascuno un ruolo. Tu il pellegrino, io l\u2019hospitalero, tu lo straniero ed io l\u2019abitante.<br \/>\nOgni personaggio che noi incontriamo sul cammino \u00e9 una opportunit\u00e0 da prendere per scoprire il nostro proprio personaggio, la nostra propria pazzia, la nostra finzione di vita, e cosi\u2019, trovare una via d\u2019uscita verso la saggezza.<\/p>\n<h2>Presenza<\/h2>\n<p>Dal cammino sgorgano molte cose, tra esse, oh surpresa!, affiora l\u2019allegria ed il canto. Per momenti, la presenza della natura ti fa percepire una cosa cosi\u2019 evidente: che tu fai parte della vita. Una cosa cosi\u2019 semplice e nello stesso tempo cosi\u2019 profonda. Ed allora si puo\u2019 cantare, sorridere, essere felici, aprirsi\u2026 Sgorgano pure vecchi pesi, rimorsi, fallimenti e sconfitte, perch\u00e9 il passato cosi\u2019 presente trova delle fessure per uscire e poter essere risolto, infine, forse&#8230; Nella misura in cui le cose che si sono represse o negate risorgono, si puo\u2019 adesso gettarle via nel vento perch\u00e9 le cancelli senza riserve in questa luce cosi\u2019 forte di questa natura cosi\u2019 grande che ci circonda, e le piccole cose ci sembrano ora cosi\u2019 piccole e cosi\u2019 meschine e cosi\u2019 ridicole.<br \/>\nMa anche sgorgano le nostre speranze, le nostre illusioni ed i nostri desideri. Appare la tentazione di riempire un vuoto vitale presente che non \u00e9 un vuoto, ma una crepa dell\u2019anima che il nostro ego non sopporta pi\u00f9. Il fatto \u00e9 che il nostro desiderio si nutre della nostra insoddisfazione ed a questa ritorna in modo irrimediabile. Nello stesso modo in cui il cammino ci insegna a camminare con i nostri due piedi, a sopportare le nostre carenze, cosi\u2019 il vuoto della nostra vita non puo\u2019 essere sostenuto che dalla presenza altrui, dalla loro amicizia, dalla loro compassione, dal loro ascoltarci, dal loro appoggio, dalla loro simpatia.<\/p>\n<h2>Templi e chiese<\/h2>\n<p>Ogni tappa ha la sua cattedrale o la sua chiesetta, al fiume o sulla montagna. Un luogo di pace e di silenzio spesso scelti a proposito. Talvolta la necessit\u00e0 propria della fatica ti fa sedere davanti a questi quadri pieni di santi e di storie bibliche. Sicuro che si apprezza la semplicit\u00e0 dei templi romani, delle chiese fortezza degli ospedalieri di Malta o dei Templari. Ma comunque sia, ogni chiesa riunisce in s\u00e9 un minimo di condizioni per fermarci e ascoltare o meglio sentire. Il silenzio della chiesa o cappella o chiostro cede il passo a una vibrazione interna che si potrebbe anche chiamare silenzio, talvolta meditazione spontanea. E\u2019 come un respiro che integra il dentro ed il fuori. Lo spirito non volteggia, si posa tranquillo. La realt\u00e0 \u00e9 chiara, non ci illude. Tutto \u00e9 visto e conosciuto come tale, tale com\u2019\u00e9. E siccome questo non f\u00e0 parte di una comprensione intellettuale, non dura molto; puo\u2019 darsi che una eco perduri, o un ricordo o un invito ad andare al fondo delle cose.<\/p>\n<h2>I segnali<\/h2>\n<p>Dice il poeta che si f\u00e0 il cammino andando. Il cammino si f\u00e0 con ogni passo, dandogli un senso. Resta chiaro che il cammino di terra \u00e9 una circostanza; l\u2019altro cammino, quello interiore, si fa anche lui a ogni passo. Ed ogni passo ti avvicina o ti allontana dal tuo destino, perch\u00e9 non sempre posiamo bene i nostri piedi. Ci sono dei posti del cammino dove ci si perde ed altri dove ci si ritrova. Chiaro che questo, nel nostro cammino interiore, dipende dai nostri punti deboli, dai nostri complessi, dalla nostra coscienza che va e viene, dall\u2019armatura che ci siamo costruiti un giorno. Ma attenzione! C\u2019\u00e9 anche il cammino esteriore. Esiste Santiago, un punto d\u2019arrivo, esistono i differenti punti di partenza. Esistono i rifugi e le frecce gialle e gli amici del cammino che le tracciano. Grazie a tutto questo, si puo\u2019 camminare. Il cammino non sarebbe lo stesso senza le leggende dei pellegrini, i lupi ed i briganti\u2026ed anche i miracoli e le furbizie. Questo cammino che fu passaggio di genti dei differenti popoli, questo cammino che costrui\u2019 villaggi, trasformo\u2019 culture, questo cammino \u00e9 qui&#8230;<br \/>\nBuon Cammino! Flavio<br \/>\nPS&nbsp;: grazie per i suoi suggerimenti a Julian<\/p>\n<p>version fran\u00e7aise: <a href=\"https:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/bon-chemin.doc\">bon chemin<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute et conoscenza. Dante Buon cammino! Io non sono un pellegrino nel vero senso del termine, piuttosto un camminante che visita ed osserva quel mondo l\u00e0\u2026 Ho studiato un po\u2019 di storia medievale dopo il mio primo cammino ed ho letto dei racconti e delle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[200,12,3],"tags":[116,18,6,239,240,9,10,8,24,100],"class_list":["post-1","post","type-post","status-publish","format-standard","category-cammini-di-santiago-in-europa","category-diari","category-intermezzi","tag-1200-anni","tag-camminare","tag-cammini","tag-cammino-di-santiago","tag-diari","tag-flavio","tag-pellegrini","tag-riflessioni","tag-santiago","tag-santiago-de-compostela","czr-hentry"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2320,"href":"https:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1\/revisions\/2320"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.camminando.eu\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}