LA VIA MARIANA LUSO-GALAICA di Anton POMBO


Vía Mariana Luso-Galaica

Un cammino che va a Santiago, però non é di Santiago di Antón Pombo- 29 Ottobre 2017

Nei tempi attuali in cui tutti, cittadini, associazioni, villaggi, città, municipi, province, regioni, vogliono avere un Cammino di Santiago, che sia secondario, terziario, variante, ramo, deviazione o che lo si faccia deviare davanti alla porta di casa, tutto va bene per salire sul carro del successo, per accedere alle sovvenzioni, all’arrivo di pellegrini o turisti ed allo sviluppo economico per via rápida, non manca di stupire che un gruppo di gente, portoghesi e galegos, si sia impegnato a creare un itinerario di lungo percorso che passa sì da Santiago, però unicamente di passaggio, perché non é un Camino de Santiago. Una tal eresia, poiché non si può chiamare altrimenti un progetto che naviga controcorrente e rinnega gli emblemi del Consiglio d’Europa e della freccia gialla, si intitola Vía Mariana.

La sua pretesa é di unire, in una prima fase e senza alcuna pretesa di reinventare un cammino storico qualsiasi, vari santuari mariani del nord del Portogallo e del sudest della Galicia. Per fare ciò hanno fissato una partenza nel Monte Sameiro di Braga, che é il secondo santuario mariano più importante del Paese dopo Fatima, ed un arrivo a Nosa Señora da Barca (Muxía), punto finale di uno dei rami del prolungamento alla Costa da Morte.     Quelli che hanno lanciato questa idea innovatrice, Luís do Freixo e José Antonio de la Riera, sono due veterani del recupero delle vie di pellegrinaggio in Galicia e Portogallo, in special modo del Camino Portuguès.

Oggi, di fronte al panorama inflazionato dalla febbre jacobea, hanno considerato che é giunto il momento di abbandonare la “inflazione” di tanti nuovi cammini “jacobei” fasulli, e di elaborare dei progetti seri e ponderati che permettano di camminare il territorio, ricuperando vecchi percorsi campestri e forestali, senza che questi portino obbligatoriamente a Santiago.

Forse, con tanta devozione repentina all’apostolo, ci siamo dimenticati di María, le cui chiesette, cappelle e santuari sempre sono stati centri di devozione locale, provinciale, regionale o anche, in questo caso, internazionale. Questi santuari avevano i loro percorsi su cui camminavano ed ancora vanno i pellegrini.

Allora perché non restaurare alcune di queste vie e nello stesso tempo legare vari santuari in un  itinerario di lungo percorso?

Alcuni pensano che un cammino tematico dovrebbe essere definito come un GR, cosa fattibile, però la dimensione storica, patrimoniale e soprattutto devozionale, consiglia la costruzione di un discorso che, vista l’esperienza dei cammini di Santiago, doti la vía di una personalità propria.  In un certo modo stiamo assistendo, come successe nel secolo XIV e di nuovo durante la Controriforma, a una rivoluzione, la “mariana”, destinata a sconvolgere, almeno in Galicia, l’attuale scenario delle vie pedestri santiaghiste.

Dato il carattere artificiale di questo tracciato, non ci saranno problemi che si allunghi o formi rami laterali la iniziale Vía Mariana, ed in questa direzione già si ipotizzano varianti da Ourense, ed incluso una estensione verso sud, a Fatima. Sia come sia, per adesso il progetto, già con il suo logo e proposta di segnatura, ha implicato associazioni locali, comunità montane, gruppi di sviluppo locale e professori universitari, e già sono sorte iniziative per aprire albergues e pure un centro de interpretación in Parada das Achas (A Cañiza). Con inizio in Braga, l’itinerario avrà fine tappa a Goães, Soajo, A Peneda e Melgaço, e proseguirá in Galicia per A Franqueira, Santiago de Covelo, Santa María de Estacas, Santa María de Augasantas, Santa Maria de Sacos, Os Milagres de Amil, Valga, Iria Flavia, Santiago de Compostela, Negreira, Baíñas e Muxía, totalizzando circa 350 km.

In questo momento é praticamente conclusa la fase di studio della sentieristica, così come la selezione del tracciato principale con le sue varianti e deviazioni e già é cominciato il lavoro dei comuni e comunità montane per la restaurazione di cammini abbandonati e la messa in sicurezza degli altri. Poi si comincerà a porre la segnaletica, a preparare l’apertura di albergues e luoghi di accoglienza, con iniziative già avanzate in A Cañiza o Vimianzo, e lo studio di altri alloggi esistenti da ristrutturare.  La fase finale sarà quella della divulgazione, che oltre a programmare marce collettive promozionali, disporrà con gli elementi abituali di questo tipo di vie: una pagina web con le tappe, altimétria, servizi e tracks GPS, brochures ed una guida cartacea, una credenziale per i sellos ed altri ricordi dei santuari.

La Vía Mariana, che passa in parallelo all’est del Camino Portugués, risulta spettacolare perché transita per zone ben preservate di Natura, come il Parque Nacional de Peneda-Gerês, nel nord del Portogallo, e per diverse zone di montagna ed alte valli, con gran presenza di foreste autoctone, in Pontevedra. Nella provincia coruñesa si allaccia, grosso modo, con il Camino Portugués in Iria Flavia fino a Santiago e continua poi sul Fisterrano fino a Negreira, per poi deviare qui sulla via storica del puente de Brandomil, passando per A Pereira, Baiñas e Berdoias, fino a Muxía, punto finale.

Per quanto concerne i valori patrimoniali esistenti, la loro varietà e numero sono immense, con tantissimi elementi di infrastruttura viaria (ponti, strade selciate, crocifissi, cappellette, fonti, lavatoi, luoghi penitenziali, eremitaggi) e d’architettura popolare tradizionale, senza dimenticare I valori immateriali (tradizioni, leggende, musiche, toponimia, ecc).

Per finire, presto potremo godere di un nuovo e sorprendente regalo, per tutti quelli che amano le vie di pellegrinaggio per sentieri pedestri, per andare anche a Santiago, però senza passare per un Camino de Santiago.   ANTON POMBO RODRIGUEZ

(traduzione di FLAVIO VANDONI)

via mariana pombo

 

Rispondi